Che fine ha fatto la legge sul federalismo fiscale?

federalismo Stop all’idea per cui “il federalismo e’ un problema per il Sud: occorre accettare la sfida”. Non serve una “logica oppositiva”, ma occorre puntare “ad uno scambio con il nord, sempre nell’ottica dell’interesse nazionale condiviso”. Cosi’ Luca Bianchi, direttore Svimez, l’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, intervistato dall’agenzia Dire sull’autonomia differenziata chiesta da Lombardia e Veneto.
“Si continua a discutere di autonomia differenziata, impicciata, fatta male, con testi che continuano a cambiare ma una legge gia’ c’e’: e’ la legge Calderoli che ha introdotto il federalismo fiscale. Ne vogliono fare un’altra ma gia’ quella che c’e’ non viene applicata”. Le regioni del nord chiedono regimi autonomi di gestione delle risorse, mentre nel Governo si litiga su vari fronti.
Diverse le falle nel sistema, secondo Bianchi, tra cui lo stesso fondamento ideologico “di un Mezzogiorno palla al piede del nord, che se fosse liberato crescerebbe allora in maniera straordinaria”. Una forzatura che, “anche a causa di mancate risposte istituzionali” ha alimentato un percorso politico-culturale “che ha negato il problema del Mezzogiorno. La seconda Repubblica e’ nata su questo e ha provocato cosi’ il rafforzamento delle tensioni territoriali”.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Conte manda in vacca chiarimenti: Metropol chi?

Articolo successivo

3 miliardi di euro di ticket nel 2018. Ma il Sud non prende i farmaci equivalenti