Che farsene del bonus affitti per le attività commerciali dopo tre mesi di Covid?

L’agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare e il codice tributo che consente, da sabato scorso, di utilizzare il credito d’imposta per una parte compresa tra il 30 e il 60% dell’affitto pagato nei mesi di lockdown dalle imprese che hanno visto dimezzare il proprio fatturato. E per chi non l’ha pagato ed è in debito con le proprietà?

Il bonus, pensato soprattutto per bar, ristoranti e alberghi, riguarda in genere gli immobili ad uso non abitativo destinati a svolgere attività industriali, commerciali, artigianali o agricole. Quindi per chi è un privato cittadino cosa cambia? Nulla.

La circolare, firmata dal direttore Ernesto Maria Ruffini, fornisce i primi chiarimenti. Il bonus varrà anche per i canoni di leasing o concessione e il codice tributo da indicare sarà lo “6920” e consentirà alle imprese di compensare con il modello F24 le imposte da pagare. Il credito potrà anche essere ceduto.
È comunque necessario che il canone sia stato corrisposto. In caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

Sono inclusi anche coloro che svolgono un’attività alberghiera o agrituristica stagionale; in tal caso, i mesi da prendere a riferimento ai fini del credito d’imposta sono quelli relativi al pagamento dei canoni di aprile, maggio e giugno.

Poi, siccome la crisi è sparita, il bonus s’attacca al tram.

Photo by KEEM IBARRA

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Quale Repubblica c'è da festeggiare?

Articolo successivo

Bernardelli: E Di Maio adesso che dice ai 3300 esuberi dell'ex Ilva?