Bruno Vespa, Chavez e il plastico del capitalismo assassino

di REDAZIONE

Hugo Chavez è morto di tumore, di cui soffriva da un paio d’anni. Protagonista del più grande esperimento totalitario contemporaneo? Vorace distruttore e divoratore delle ricchezze della sua nazione? Pura e semplice canaglia? Il più grande indossatore di collezioni di tute in acetato? A queste domande potrà rispondere solo la storia. Oggi siamo chiamati a risolvere un problema diverso: chi lo ha ammazzato e perché? La risposta potranno darcela solo Mara Venier ed il mondo del talk show criminologico italiano. Le voci sul complotto a stelle e strisce impongono che si faccia immediata chiarezza. Nicolas Maduro, vice di Chavez, dichiara immediatamente che il Presidente perpetuo è stato “contaminato dagli USA”. Questa è la linea ufficiale di colui che probabilmente sarà il futuro Presidente del Venezuela. Anche se questo lo decideranno, come sempre molto democraticamente, gli stessi venezuelani. Per assicurarsi la “regolarità” del post-Chavez, infatti, l’esercito è già tutto riversato nelle strade del Paese. Ad asciugare le lacrime della popolazione, è evidente.

Delle indagini venezuelane per individuare i precisi responsabili dell’assassinio, sicuramente, sapremo qualcosa man mano che le informazioni verranno fuori, vista la sacralità del segreto istruttorio soloquando sono in ballo i kompagni. Infatti, sarebbe un bel guaio se ad essere indagati fossero sempre socialisti: non si stamperebbero più i giornali. Almeno in Italia.

Lo ricorderemo così, come il Presidente che ha vinto “alcune battaglie decennali contro il cancro dell’imperialismo” (Piergiorgio Odifreddi), come colui che in occasione della giornata mondiale dell’acqua, nel 2011, dichiarava “Non è da escludere che vi sia stata una qualche forma di civiltà su Marte. Ma forse sul pianeta rosso sono arrivati il capitalismo e l’imperialismo ed hanno distrutto tutto”.

Imprescindibile la sua massima “Un fascista non è un essere umano. Un serpente è più umano di un fascista”, twittata tutta la notte da centinaia e centinaia di suoi accalorati fans. Piegati nel dolore, anche quelli di Forza Nuova Lecce, omaggiavano il già compianto presidente venezuelano. I neo fascisti e gli inguaribili comunisti più si odiano e più si attraggono (e dicono esattamente le stesse cose). Non si può non menzionare la saggezza del Popolo Viola, campione di diritto costituzionale, che twitta “a differenza di Monti, che non è mai stato eletto, Chavez è stato eletto quattro volte. Chi è il dittatore?”. Insostituibile. Notevoli anche le parole di Bartolomeo Pepe, neo senatore 5 Stelle: “Chavez è un modello, non Bersani”. Così, giusto per ricordarci come mai Grillo non vuol mai togliere la museruola ai suoi boys.

Finalmente il saluto più atteso, quello di Ahmadinejad. Dall’Iran ci fa sapere che “Chavez presto risolgerà, come Gesù”. Un’intera clinica per la salute mentale non basterebbe per dare onore alle tante problematiche che vengono in evidenza in quest’allegro club. Ma è il nuovo corso italiano, e dobbiamo rispettarlo. Tra poco anche in Italia inizieremo con le campagne di espropri e di crocefissione degli investitori stranieri. Ma non prima di aver risolto il giallo della morte di Chavez. Il primo atto del prossimo governo Grillo-Bersani, appena questo metterà le mani sulla lottizzanda Rai, sarà la messa in onda di una furiosa stagione di puntate de “La Vita in Diretta” interamente dedicate al giallo del piccolo Chavez.

Immagino la scena, da “abbiamo una banca” i kompagni passeranno ad “abbiamo un talk show pomeridiano” perché di banche ne hanno avute fin troppe (con conseguenziali figure di merda). Sono esperienze politiche importanti: non è da tutti sguazzare tra delitti e gossip nella fascia oraria dedicata alla digestione. Gli USA, la culla del male, hanno ammazzato il Presidente. Questo è assodato, lo sanno anche i muri. Ci si chiede come possano averlo ucciso e soprattutto le motivazioni.

E’ importante accertare tutto e sbattere i mostri sui giornali, in un Paese come il nostro in cui la stampa non critica ed anzi esalta una sentenza “esemplare” in cui si trasforma un chiaro omicidio colposo (ThyssenKrupp) in un omicidio volontario, per via di un dolo eventuale dalla tenuta così instabile che mai avrebbe potuto superare il vaglio dell’appello. L’importante è illudere i parenti delle vittime coi titoloni sui giornali ed immortalare almeno due minuti di urla lancinanti, in fase di delusione, da mandare in onda a reti unificate in ogni tg. Mica i nostri media possono spendere quei due minuti per spiegare che, in casi come questo, mai e poi mai qualcuno finirà condannato per omicidio volontario. Poi i giornalisti si domandano le motivazioni del successo elettorale della politica dell’insulto, degli strilli e delle soluzioni grevi.

Ebbene, grazie a divanate e divanate di opinionisti, nei pomeriggi dei prossimi mesi, indagheremo sulmovente statuintense. Paolo Crepet, il tipo dei Ris, Carmen Russo, l’onnipresente criminologa bionda e Don Mazzi sono già pronti ad indagare sui profili psicologici della vicenda. Probabilmente, dicono gli esperti, gli USA non hanno mai risolto i loro problemi relazionali con la loro mamma. Ospiti fissi, il moralista di turno ed il solito bastian contrario che oserà sostenere che gli Stati Uniti sono innocenti perché non hanno gli occhi di ghiaccio tipici dell’assassino. Peraltro, al funerale hanno pianto tantissimo, non possono essere stati loro.

Sono già pronti due scoop derivanti dai rilevamenti sul computer degli Stati Uniti. Risulta, in particolare, che questi possedessero un’ingente quantità di file pornografici. Non solo. Pare che avessero addirittura una relazione extraconiugale. Sono entrambe ottime ragioni per trasformarsi in assassini. Si inizia sempre col visionare siti porno e si finisce con una pistola spara-tumori in mano, pronti ad assassinare il primo Presidente che passa. L’infedeltà è un altro brutto segno, il primo dei modi per riconoscere un killer da talk show. Con cose del genere si finisce sempre condannati prima che inizi il gioco dei pacchi, alle 20.00. Poi magari il giudice si pronuncia con l’assoluzione piena e scatta l’indignazione di massa perché i telespettatori erano convinti che la sentenza del talk fosse inoppugnabile.

Scommetto che Piero Sansonetti interverrà solo per difendere gli USA e rimarcare ancora una volta la sua distanza dalla sinistra plebea ed ancora attaccata al relitto ideologico dell’anti americanismo (e magari non bisognosa di un nuovo editore per un altro nuovissimo giornale di sinistra che dica sempre e solo cose di destra). E’ già pronto il plastico del capitalismo assassino. Made in China, naturalmente.

C’è chi parla di particolari scabrosi, chi addirittura dice che Chavez fosse incinto. Già rimbalza online l’esistenza di centinaia e centinaia di sms compromettenti tra Chavez ed il belloccio del paese, in cui si discuteva di appostamenti per osservare le coppiette infrattate nell’apposito boschetto dove ormai crescono piantagioni di condom. Con sms del genere, un noto gruppo editoriale italiano potrebbe campare per almeno otto mesi, arricchendo le multinazionali dei fazzolettini di carta e la kasta degli oculisti italiani. E chi se li scorda i tempi grandiosi di Culoflaccido, le Olgettine, Noemi Letizia e Patrizia D’Addario? Adesso non hanno occhi che per Grillo ed i suoi affari nei paradisi fiscali, purtroppo. Hanno creato un mostro ed ora, dopo la scottatura elettorale, provano a sgonfiarlo per riportare voti a sinistra, gettando fango su uno che col Fango Quotidiano si è nutrito per almeno dieci anni.

Nessuno, comunque, riesce a capacitarsi di come abbiano potuto uccidere un così bel ragazzo come Chavez. Un fotomodello del genere non lo puoi toccare nemmeno con un garofano rosso. Fosse stato un cesso, magari, avrebbe potuto far carriera come quota rosa nel PD. Voci sparse indicano la pista della carne di cavallo. In effetti, più probabile della teoria della pistola spara-tumori americana pare essere la storia delle polpette Ikea, notoriamente contaminate dalla carne di cavallo ed intrise di microchip, che in America già spopolano sotto pelle, lo dice persino il grillino intervistato in tv, quindi è vero. Non si tratta mica delle balle della kasta.

Eppure, i vicini dicono che questi USA sembravano bravaggente, persone normali. Salutavano sempre. Non ci si spiega come possano aver commesso un crimine del genere. Nel frattempo, importanti intellettuali in tutto il mondo chiedono di riflettere sulla facilità con cui è possibile acquistare pistole spara-tumore in America. Presto sarà presentata una proposta di legge per vietare le malattie da lancio e per mettere fuorilegge l’esistenza dell’AIDS. Questa malattia non esiste (chiedete a Grillo!) e comunque non è concatenata all’HIV ma solo ai vaccini, alle scie chimiche, a Marcello Dell’Utri, a Ruby Rubacuori ed alla perdita della sovranità monetaria.

Dietro questa storia ci sono sicuramente i poteri forti dell’industria farmaceutica, dell’industria delle armi americane ed un mobilificio svedese. Se ci pensate bene, sono le stesse presenze oscure che hanno spinto l’Occidente ad imbattersi in una allucinata guerra in Iraq alla ricerca di fantomatiche armi di distruzione di massa. E pensare che i morti ammazzati in Venezuela, anno per anno, superano fino a un massimo di quasi quattro volte il numero delle vittime della guerra Iraq, per un totale di 120.000, da quando Chavez ha preso il potere. Ma cosa può valere il diritto alla vita, i diritti umani, il diritto alla proprietà, quando dall’altra parte c’è il sogno del socialismo?

FONTE ORIGINALE: http://ipmbrownies.blogspot.it

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

L'Indipendenza sotto attacco: il sito funziona ancora a singhiozzo

Articolo successivo

Tosi non molla e manda le lettere di richiamo. Una è per Zaia