Centrodestra spaccato, c’è chi vuole governo di salute pubblica e non elezioni

Giorgia Meloni invoca elezioni. Salvini un governo di centrodestra. Giancarlo Giorgetti un governo di unità nazionale. E l’altro pezzo di centrodestra, con Giovanni Toti, la pensa di fatto come il numero due della Lega. ”Le notizie di questi giorni sono preoccupanti, le sfide gigantesche e immediate. La campagna di vaccinazione, che proprio in queste ore rallenta per la mancata consegna delle dosi da parte delle aziende produttrici. L’esigenza di mettere in sicurezza, col Decreto Milleproroghe, la sanità delle Regioni. Il dovere di dare risposte alle categorie massacrate dal Covid con un nuovo Decreto Ristori. Lo sblocco dei licenziamenti il prossimo marzo. L’opportunità, storica, di far ripartire l’Italia con il Recovery, ancora da definire nei suoi obiettivi e da trattare con l’Unione Europea. E tutte queste sfide vanno affrontate e definite subito, nei prossimi quattro mesi, e portate avanti con determinazione. Leggendo questa mattina i giornali e le dichiarazioni dei partiti, colgo che si sta facendo strada il concetto che per primi abbiamo lanciato come movimento politico Cambiamo! e cioè che questo è il momento della responsabilità, non delle pattuglie di responsabili”.

Così su Facebook il governatore della Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti, che apre a un esecutivo di salute pubblica. “Appare ormai chiaro che un Governo con una maggioranza raccogliticcia ed eterogenea non può essere la risposta alle sfide mondiali che abbiamo davanti. E tuttavia la soluzione non può essere neppure il chiamarsi fuori, auspicando urne immediate- sottolinea Toti – I problemi e le opportunità dei prossimi mesi sono problemi e opportunità di tutti, non di un singolo partito. Appare chiaro che questo Governo Conte, già la settimana prossima col voto sulla Giustizia, non avrà numeri sufficienti per proseguire il proprio cammino. Non si perda altro tempo con egoismi e tatticismi. Il Paese, in questo drammatico momento, o si salverà insieme, oppure darà nel suo complesso la peggiore prova di immaturità. Dopo tanti tentativi mi pare chiaro che nessun partito da solo abbia la forza e la classe dirigente per far fronte a questo sforzo. E allora tutti mettano a disposizione le proprie energie e idee per un Governo forte, ”di salute pubblica”, in grado di battere i pugni con le case farmaceutiche per avere i vaccini, di trattare autorevolmente con l’Europa per il Recovery, di dare risposte al sistema economico che, quando a marzo di sbloccheranno i licenziamenti, vivrà un momento difficile se non drammatico. Il voto verrà, siamo una grande democrazia. E verrà il giorno in cui torneremo a dividerci su idee e progetti diversi. Come è giusto che sia. E in quel giorno sono certo che gli italiani premieranno chi oggi ha saputo piegare le proprie ambizioni al senso di responsabilità collettiva”.

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