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di Corrado Callegari – Ci sono almeno 15-16 miliardi di residuo fiscale che il Veneto non riscuote perché Roma prima deve pensare ad altro. Ad altri italiani, anzi, prima gli italiani Salvini,  Meloni, italiani politici del Pd, di Italia Viva, perché sono tutti uguali. Nessuno di loro ha mosso un dito per dare seguito al referendum sull’autonomia e nessuno di loro è corso a Venezia, città di tutto il mondo, per dire una parola sul suo futuro in questi giorni di apocalisse. Nessuno. Certo, il presidente Mattarella ha telefonato al sindaco lagunare. Gli altri sono presi più o meno da altri impegni. La leader di Fratelli d’Italia era dai cuochi e si è fatta fotografare con il cappello ai fornelli, Salvini non pervenuto, Zingaretti non pervenuto, Renzi non pervenuto. Il silenzio dei silenzi mentre sappiamo che col residuo fiscale avremmo potuto realizzare il Mose, il figlio del Mose e i nipoti del nonno del Mose.

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L’opera costerebbe 7 miliardi, ne sono stati spesi più di 5. Diversi amministratori sono stati  condannati per aver manovrato diversamente il progetto… E noi siamo ancora qui ad ascoltare le promesse e le lamentele di questi politici che governano secondo le convenienze degli hashtag, dei twitter, di instagram, dei like. Ciò che fa tendenza orienta il consenso. Beh, vengano qui in laguna, e poi si facciano un selfie mentre la basilica sprofonda, mentre dalle prese della corrente esce l’acqua come dal rubinetto, e si facciano immortalare col veneziano  che muore per corto circuito. Questi li smuove solo la morte in diretta. La morte del Paese, del Nord, mentre sua maestà la giustizia passa le carte da un processo all’altro e da una perizia all’altra come si trattasse del passo carraio condominiale. Tanto, è solo Venezia. A proposito, da quanti anni, scusate, decenni, la Lega del fare… e disfare governa la Regione? D’altra parte cosa si può pretendere da un partito italiano alla guida dei veneti?!

Corrado Callegari, Grande Nord-Partito dei Veneti