Catastrofe commercio: chiudono negozi, ristoranti e pizzerie

di CLAUDIO PREVOSTI

Chiudono negozi, bar e ristoranti. La recessione taglia i consumi e 4 italiani su 10 rinunciano anche a mangiare fuori casa. Le imprese, in difficolta’, chiedono credito per problemi di liquidita’. Ma ne ottengono sempre meno, perche’ i prestiti vanno solo al 10% delle grandi aziende. E anche quelle che esportano denunciano l’inasprirsi del credit crunch. Intanto continua a soffrire il mercato del lavoro, con 490mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore e un nuovo balzo delle ore richieste nei primi due mesi dell’anno. E’ la fotografia, scattata da associazioni di categoria e sindacati, di una crisi che continua ad avvitarsi. Piena emergenza nel settore del commercio. Confesercenti, che parla di “catastrofe” e chiede “un piano speciale per le citta’”, denuncia che nel primo trimestre 2013 e’ fortemente negativo, in tutte le Regioni italiane, il saldo tra imprese che nascono e quelle che muoiono. Le proiezioni segnalano in particolare il crollo di esercizi commerciali nel Lazio (936 chiusure, per un saldo negativo di -635 aziende), in Sicilia (639 cessazioni, saldo -515), Piemonte (654 chiusure, saldo -507) e Lombardia (665 chiusure, saldo -428). Per quanto riguarda le imprese di somministrazione, il record negativo tocchera’ alla Lombardia, dove hanno chiuso 1.474 imprese per un saldo negativo di 854 unita’. Seguiranno Piemonte (942 chiusure) e Romagna (893 chiusure), che registreranno entrambe un saldo negativo di 702 imprese.

Particolarmente colpiti gli esercizi commerciali che fanno ristorazione. A partire da ristoranti e pizzerie. La recessione, infatti, taglia i consumi e fa cambiare le abitudine ripescando vecchie usanze, lo stile di vita made in Italy al tempo della crisi: 4 italiani su 10 tornano a pranzare dalla mamma o a cenare in casa con gli amici. Imprese in crisi che, sempre piu’ spesso, cercano conforto nelle banche. Non per crescere ma per resistere. Nel IV trimestre 2012, dice l’Osservatorio sul credito di Confcommercio-Imprese per l’Italia, il 70% delle aziende che hanno chiesto un finanziamento alla banca lo hanno fatto per fronteggiare problemi di liquidita’; solo il 20% delle imprese avanzava la richiesta per effettuare nuovi investimenti. Sono sempre meno, rileva comunque l’indagine, le imprese che si rivolgono alle banche per chiedere un finanziamento (il 14% contro il 15,7% del trimestre precedente) e, tra queste, aumentano le imprese che si sono viste rifiutare il credito o che lo hanno ottenuto per un ammontare inferiore alla richiesta (dal 35,4% a quasi il 40%) mentre diminuiscono quelle che, invece, si sono viste accordare il credito richiesto (dal 31,5% al 30%).

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