CATALONIA: INDIPENDENTISTI CRESCONO E BLOCCANO LE AUTOSTRADE

di GIANLUCA MARCHI

La Spagna da ieri è ufficialmente in recessione e le sue maggiori banche sono state declassate, anche i due colossi (Bilbao e Santander) che solo qualche anno fa sembravano inarrestabilmente lanciati alla conquista del mondo. La gente è in stato di depressione e nemmeno il nuovo governo guidato dal popular Mariano Rajoy sembra riuscire a ridare speranza agli iberici. Ed anzi lo stesso premier, a pochi mesi dal suo insediamento alla Moncloa, sembra perplesso e preoccupato per il fatto che ogni ricetta per risollevare le sorti del paese non basta mai ai signori di Bruxelles.

In questo quadro desolante e preoccupato, c’è una cosiddetta “comunità autonoma”, la Catalonia, che comincia a scalpitare. Nella parte più progredita e più progredita del Paese sta crescendo in maniera evidente il “sentimiento indipendentista”, insomma l’idea che il popolo catalano meglio starebbe se ottenesse la piana sovranità, quella che in termine castillano viene definita come “soberanismo”, che in lato pratico vuol dire separarsi dalla Spagna e quindi equivale al nostro secessionismo.

Se diversi studi elaborati nel corso degli anni Novanta davano il “sentimiento indipendentista” intorno al 25% dei catalani, il dato è poi cresciuto sotto i governi del popul Aznar e del socialista Zapatero. E non sembra affatto che le prime mosse di Rajoy riescano a frenare questa crescita. Infatti oggi, secondo un’ultima inchiesta condotta di recente dalla Generalitat de Catalonia (in pratica il governo regionale), la spinta indipendentista sarebbe condivisa dal 44% dei catalani, quando solo alcuni mesi fa, secondo un precedente rilevamento, sembrava collocata intorno al 35%. A soffiare nuovo vento nelle vele indipendentiste ci ha pensato ci ha pensato anche il Tribunale Costituzionale che ha opposto ricorso al nuovo statuto approvato dal Parlamento catalana con un’impronta fortemente autonomistica.

Ma il maggiore e più efficace motore del “soberanismo” è oggi rappresentato dalla crisi economica: in sostanza sempre più cittadini catalani che la soluzione ai loro problemi possa meglio avvenire essendo fuori dalla Spagna. D’altra parte  la stragrande maggioranza dei catalani, anche tra coloro che non si schierano apertamente per l’indipendentismo, è sempr epiù convinta che non sia più sostenibile nel tempo l’attuale quota di solidarietà che la Catalonia devolve al resto della Spagna, quota che secondo la Generalitat supera lì’8% del pil catalano.

Ebbene, che la situazione si stia facendo caliente lo dimostrano alcuni episodi che si stanno susseguendo a Barcellona e dintorni. Uno su tutti, avvenuto nei giorni scorsi, la dice lunga sul sentimento dilagante. Alla barriera di pagamento dell’autostrada Barcellona-Manresa, uno dei tratti più cari di tutta la spagna, venerdì scorso sono stati aperti i caselli consentendo a migliaia di automobilisti di transitare senza versare il pedaggio. Non si è trattato di nessuna forma di concessione benefica da parte della società concessionaria, ma un atto di pragmatismo per evitare conseguenze peggiori. Era infatti successo che un gruppo di conducenti di vetture e di veicoli da trasporto si erano bloccati davanti alla berriere, rifiutandosi di pagare. Prima di causare un collasso generale al traffico, la concessionaria ha così deciso di far passare tutti senza pagare i 4 euro del pedaggio per una tratta di 30 chilometri (pedaggio che nel fine settimana raddoppia).

La maggioranza dei catalani è convinta che le infrastrutture nella loro regione siano insufficienti e anche care, mentre nel resto della Spagna sono spesso gratuite. Tutto ciò avviene in un momento di crisi economica e con un governo autonomo (guidato da CiU) che ha detto di comprendere le ragioni di chi ha promosso la protesta. Non si è trattato di una rivolta di popolo, ma il segnale di disagio è stato chiaro ed evidente. E c’è da stare certi che altri ne seguiranno.

Domanda quasi retorica: è del tutto impensabile che anche in Italia prima o poi possa scattare un qualcosa di analogo? Si accettano scommesse…

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