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Catalogna: referendum unilaterale di indipendenza nel settembre 2017!

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di LUCA POLO –  Ore concitate. Ore decisive. La Catalogna dei partiti e dei movimenti sociali per l’autodeterminazione è in fermento. Il presidente Piugdemont nell’atteso intervento dice finalmente ciò che la Catalogna aspettava di sentirsi dire da anni. Sembra definitivamente chiuso il capitolo di “Mas il temporeggiatore”, stavolta con questo presidente, con questa maggioranza, si va avanti e si va fino in fondo.

“Referendum o referendum.” Sono le testuali parole del presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, durante il suo intervento per il voto di fiducia. “O sarà un referendum concordato con la Spagna”, ha detto Puigdemont (sotto nell’immagine)  “o il governo catalano lo farà unilateralmente nel settembre 2017”.

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Data e quesito del referendum saranno stabiliti con una nuova legge catalana che sarà approvata presumibilmente a luglio. Il governo catalano offrirà ora per l’ultima volta la possibilità allo stato spagnolo di concordare il referendum, ma ad un ennesimo rifiuto la Catalogna seguirà dritta senza più rimandi e senza più chiedere nulla a nessuno. Unilateralmente, appunto.

Sarà “l’ultimo passo prima di proclamare l’indipendenza”, ha detto il presidente catalano, che ha sempre insistito sulla necessità di una “necessaria autorizzazione da parte dei catalani” per tutti i passi compiuti dal governo in questa materia.

Scambio messaggi con Anna Arquè per tutta la giornata…. “Ci siamo!” mi dice, alla fine dell’intervento di Piugdemont, e poi di corsa via verso la radio nazionale per una diretta della nostra portavoce ICEC.catalogna2

Il 9 dicembre dello scorso anno ICEC (International Commission of European Citizens Ong) portava al parlamento europeo il primo simposio internazionale per l’applicazione del diritto di autodeterminazione in Europa. Tra i molti accademici intervenuti da tutto il continente c’è anche il professor Antoni Abat, catalano, docente di diritto costituzionale all’Università di Copenhagen. Abat parla durante i lavori della necessità dell’avvio del processo catalano verso l’unilateralità, tesi sostenuta al simposio anche dalla portavoce ICEC Catalogna, Anna Arquè.

Lo stesso Abat verrà poi convocato nei mesi successivi come esperto dal Parlamento catalano e ribadirà il concetto di “legalità” del processo unilaterale di autodeterminazione, cosa che aiuterà a convincere i parlamentari catalani ad approvare il primo atto di aperta disobbedienza con la legalità spagnola ed a determinare il punto di non ritorno del processo di autodeterminazione. catalogna3

Nella foto, Anna Arquè di ICEC e il professor Antoni Abat – Parlamento Europeo

Questa la tesi giuridica sostenuta da molti degli accademici catalani che collaborano con il network internazionale ICEC, come ad esempio il professor Gerard Horta, il professor Xavier Martinez e anche il professor Ferran Armengol – professore di diritto internazionale all’Università di Barcellona – che tra le altre cose afferma che è necessario posizionare il referendum nel quadro giuridico adeguato, che non può che essere altro se non quello internazionale. Esattamente il motivo per cui un referendum cha abbia come fine di decidere se un territorio diventa Stato indipendente non può essere regolata dalle norme stabilite nel quadro costituzionale dello stato a cui appartiene. Tanto più quando accade, in Catalogna come in Veneto, un aperto rifiuto della Corte costituzionale dei tentativi di adattare il processo sovrano catalano (o veneto) nei meccanismi previsti dalla legislazione spagnola (o italiana).

Ma soprattutto, dice il professor Ferran Armengol (nella foto sotto), bisogna tenere a mente che si tratta di un diritto richiesto dai cittadini, che non può in ogni caso essere oggetto di reato. Piuttosto sarebbe reato ostacolare coloro che lo vogliono esercitare democraticamente e pacificamente.catalogna4

Era il 20 aprile quando in diretta televisiva la portavoce ICEC per la Catalogna, Anna Arquè, invitava il Jordi Sanchez, presidente dell’ANC (Assemblea Nacional Catalana) a sostenere il referendum “unilaterale” di indipendenza, ovvero ad effettuare finalmente una consultazione ufficiale delle istituzioni catalane senza la necessità di un accordo con lo stato spagnolo. Nelle settimane successive le forze politiche della CUP e dei Demòcrates de Catalunya si schierava a favore di questa battaglia lanciata da Anna Arquè insieme alla ANC, mentre altri partiti come ERC aprivano le porte alla discussione in merito.

Oggi Puigdemont ha chiuso il cerchio rendendo definitivamente ufficiale la questione: il referendum si farà, concordato o unilaterale, ma si farà. Se nel luglio 2017 non ci sarà ancora alcuna risposta da parte del governo spagnolo, ha sottolineato Puigdemont, allora le istituzioni catalane indiranno unilateralmente il referendum sull’indipendenza.

Visca Catalunya, Visca ICEC!

 

 

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