Catalogna, referendum entro il 2030. In Italia solo chiacchiere sull’autonomia fantasma

 

di Roberto Bernardelli – La differenza è netta. In Italia solo chiacchiere e sovranismo per seppellire il sogno dell’autonomia. Si piange e si fotte. In Catalogna, invece, si lotta, si paga con i processi, il carcere ma il processo di autodeterminazione continua. Il presidente della Catalogna, l’indipendentista Pere Aragone’s, considera possibile la realizzazione di un referendum autorizzato sulla secessione di questa regione dalla Spagna “prima del 2030”. Lo ha detto ieri nel corso di un’intervista concessa alla televisione pubblica catalana Tv3, in risposta a una domanda sul progetto del governo regionale di candidare la Catalogna come sede delle Olimpiadi invernali del 2030 e su quale sarà la bandiera nazionale sotto la quale verrebbe presentata tale proposta.

“La Catalogna avrà votato” prima di quella data, e’ la previsione di Aragone’s, secondo il quale considerare “proposte che riguardano lo sviluppo economico” della regione non è in contrasto con “la lotta per l’indipendenza”. La sua speranza, ha aggiunto, è che i Giochi del 2030 siano “i primi” in cui la Catalogna “potrà partecipare con la propria bandiera”. Per le prossime settimane è prevista la ripresa del tavolo dei negoziati tra lo Stato centrale e la Catalogna in merito al futuro di questa regione.

E noi, che cosa aspettiamo? Oltre che sentir chiedere le dimissioni della Lamorgese per gli sbarchi, parole per la campagna elettorale in Calabria e altre amenità, si parla mai di Nord, sviluppo, autonomia, federalismo, responsabilità di spesa, residuo fiscale? Citofonare Salvini Premier ed ex colonnelli leghisti allineati e muti al seguito.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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