Caso camici: pm, moglie e cognato Fontana cercavano guadagni ‘Loro azienda era in crisi per Covid, puntarono a riconvertirla’

Andrea e Roberta Dini, cognato e moglie del governatore Attilio Fontana, avrebbero avuto un “forte interesse” nel “ricercare nuove occasioni di guadagno, in particolare riconvertendo la produzione nel settore di camici e delle mascherine” per la “situazione di grave tensione patrimoniale della societa’ Dama, dovuta principalmente alla cancellazione degli ordini” per la grave emergenza Covid.

Lo si legge nella richiesta di consegna dei cellulari di alcuni indagati e non, eseguita dalla Gdf. Il 29 febbraio, si legge nell’atto, Andrea Dini mando’ un messaggio alla sorella in relazione al “calo di fatturato” dell’azienda di famiglia scrivendo: “Per la prima volta in 3 generazioni parlero’ con i sindacati per ridurre il personale (…) Poi si chiudono se possibile NY e Montenapoleone dove perdiamo da sempre ma adesso e’ troppo”. Il 19 marzo Roberta Dini scrive al fratello: “Bisogna cercare di riconvertirsi in mascherine”. E Andrea risponde: “Ci proviamo”. E il 13 aprile ancora Andrea Dini alla sorella: “Fatturato dal 27/3 ad oggi zero. C’e’ da tremare”.

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