Grillo non crede affatto a ciò che scrive e dice ogni giorno

di VITTORE VANTINI

Riceviamo e e pubblichiamo la replica dell’autore ai critici del suo articolo apparso ieri su queste pagine, come sempre nella rubrica “Gli Indipendenti”, dove sono apparsi spesso pareri diversi, utili al dibattito, anche quando non in linea con questo quotidiano.

Nel mio precedente articolo sono stato attaccato, con complimenti vari (ignorante, stupido, corrotto, servo di non si sa bene quali poteri), complimenti che accetto in nome dell’essere un libertario. Per chi avesse la curiosità di sapere chi io sia posso dire che sono un normale cittadino, un pensionato di livello piuttosto basso e che ho iniziato a fare politica disgustato da quello che vedevo intorno. Ma di me poco importa, vediamo piuttosto in quali acque nuota Beppe Grillo, prendendo spunto da un’inchiesta fatta da Disinformazione.

Grillo è stato scoperto verso la fine degli anni 70 da Pippo Baudo. Allora il nostro Beppe odiava i computer (ne rompeva addirittura due nel corso dello spettacolo Time Out) ed era piuttosto nemico dei più moderni mezzi di comunicazione. Nel 2005 mette on-line il suo blog, che rapidamente diventa uno dei più visitati nel mondo e si pone come una vera e propria bibbia per orientare le coscienze. Prima di ciò Beppe si era scagliato violentemente e frequentemente contro le banche e il signoraggio monetario, di cui in seguito non vi sarà più traccia importante nelle sue performance.

Ma chi sono i suoi editori? Chi lo ha avviato su questa strada? Chi ha potenziato la sua voce? Oggi la sua società editrice è la Casaleggio ed Associati di Milano (che fra l’altro gestisce anche il blog di Di Pietro), di cui ideologo e guru è Gian Roberto Casaleggio. L’incontro avvenne, come racconta lo stesso Beppe, alla fine di uno dei suoi spettacoli (Black Out): “Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete, di come si potesse cambiare il mondo. Pensai che fosse un genio del male o un novello San Francesco. Io ebbi un attimo di esitazione e lui ne approfittò. Tutto fu chiaro era un pazzo, di una pazzia nuova in cui ogni cosa doveva cambiare in meglio per effetto della rete”. Casaleggio è riuscito a convertire Beppe a Internet. Da lì è nato il blog, i DVD e i libri e l’organizzazione dei Meet-up. In altri termini la società milanese gestisce e controlla l’immagine di Grillo.

Ma chi è la Casaleggio e Associati? E’ una società fondata a Milano da cinque soci (analogia con le 5 stelle?): Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio, Mario Bucchich, il cui scopo sociale è quello di “sviluppare consulenza strategica di rete per le aziende e di realizzare rapporti sull’economia digitale”. Qui la storia comincia a complicarsi e bisogna far entrare in scena una società, che si chiama Webegg SpA (Gruppo multidisciplinare per le aziende in rete) , controllata per il 59,8% da IT Telecom SpA, a sua volta controllata per il 100% da Telecom Italia.  Ci interessa perchè c’è da sapere che: Gianroberto Casaleggio è stato AD e DG della Webegg, Luca Eleuter ha lavorato per alcuni anni alla Direzione Generale di Webegg, Mario Bucchich è stato Responsabile Comunicazioni  e Marketing della stessa società, come pure Enrico Sassoon – Consigliere di Amministrazione e Maurizio Benzi  marketing e organizzatore  dei Meet-up di Grillo. Quindi 4 dei 5 soci della Casaleggio lavoravano ai massimi livelli della Webegg SpA.

Complichiamola ulteriormente. Nel 2004 la IT Telecom SpA si accorda con Value Partner SpA e cede il suo capitale detenuto in Webegg (pari al 59,8, % dell’intero capitale) per un importo di € 43.000.000. Il restante capitale di Webegg, pari al 30,2% è posseduto da Finsiel, che appartiene per il 79,5% a Telecom Italia. Value Partners è la maggiore società italiana di consulenza strategica. Subito dopo i cinque fondano a Milano la Casaleggio e Associati. Particolare assai interessante è che gli attuali editori di Grillo avevano lavorato all’interno di una società di Telecom Italia, oggetto di numerosi attacchi da parte del comico. Che ci azzecca tutto questo col comico genovese? Centra eccome! Basta ricordare che Grillo ha promosso una campagna per accaparrarsi ( lui? gli editori? o qualcun altro?) Telecom Italia, chiedendo ai partecipanti del blog di delegarlo a gestire le loro azioni tramite un modulo di adesione appositamente messo on-line. Ammettendo che potesse succedere, chi si farà garante della security della più importante azienda di comunicazioni d’Italia? Grillo? La Casaleggio e Associati? E chi gestirà correttamente ed equanimamente l’immenso potere derivante dalla automatica possibilità di leggere e ascoltare tutto e tutti (telefonate, messaggi, e-mail, fax,ecc.)?

Ci sono poi, a proposito di Casaleggio e Associati, degli aspetti inquietanti. Guardatevi il video di presentazione di questa azienda e forse qualcuno si chiederà se abbiano tutte le rotelle a posto o se siano dei geni del futuribile. L’inizio è sorprendente: “L’uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nostro mondo di Prometeus…”. Vi sono contenuti dei simboli massonici, si parla o si sottintende di “illuminati”. Ti propone di “giocare” a Second Life (creato dalla Linden Lab), una piattaforma che ha dato già diversi problemi piuttosto sgradevoli accaduti al suo interno e che potrebbe essere una strategia di controllo occulto, anche con danni alle facoltà di una psiche labile. Anche la scelta del nome “Prometeo” ha a che fare con interpretazioni  di tipo gnostico o di teorie luceferine. Otto anni orsono la Casaleggio e Associati inizia la partnership con la ditta americana Enamics, leader del Business Technology Management, che gestisce clienti come Pepsico, JP Morgan, BNP Paribas, ecc… Particolarmente interessante la JP Morgan (Rockfeller), una banca d’affari superpotente, la quale, nella sua sede di New York, ha posto la statua di Prometeo. Coincidenze? Casualità?

Per concludere, mi auguro che non abbia ragione il regista Dino Risi, il quale ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”. Ha detto testualmente al Corriere della Sera, commentando l’attuale attività del comico: “Grillo è più attore adesso che quando girava il film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente”. Da parte mia sono pronto a credergli quando si degnerà di rispondere alle domande, che evita accuratamente. E poi, è un indipendentista o no? Restiamo in attesa.

NOTA: Basta digitare www.disinformazione.it e cercare “Grillo è libero o controllato?” di Marcello Pamio anno 2007. Lì troverete tutti i links riguardo a quanto ho scritto. 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Caro Maroni, è giunta l'ora di fare qualcosa di leghista

Articolo successivo

Ecco come il rigore di Monti uccide la prima industria italiana