CARO SIGNORAGGISTA, IL VERO TRUFFATORE RESTA LO STATO

di STEFANO MAGNI

Caro signoraggista, io non ti voglio male. So che ti sei convinto di essere vittima di una gigantesca truffa. E in gran parte ti do ragione. Ma ti voglio solo dire una cosa: tu sbagli bersaglio. Te la prendi con le banche, in particolar modo con le banche centrali. Ma possibile che non riesci a vedere che il vero truffatore è e resta lo Stato?

Il signoraggio, da definizione enciclopedica, è il reddito che il governo ottiene tramite la creazione di nuova base monetaria in condizione di monopolio. Si chiama così, perché furono i signori feudali nel Medioevo ad arrogarsi il diritto di essere gli unici possibili coniatori di monete. Allora si parlava di monete d’oro e d’argento, la carta non c’era ancora. I signorotti di allora, dunque, si tenevano una parte dell’oro e dell’argento usato per coniare le monete.

Oggi non si usa più né l’oro né l’argento. Ma il reddito da signoraggio si calcola nello stesso modo, con metodi riattualizzati: è la differenza fra i costi della stampa e gli interessi ricavati dai titoli acquistati in contropartita all’emissione di moneta. Chi ci guadagna è la versione moderna del signorotto feudale: il governo.

E qui sarai tentato di rispondermi: è la banca che ci guadagna. No, caro mio. La banca centrale è solo uno strumento burocratico dello Stato. Niente altro. Non vuol dire niente il fatto che sia organizzata come una società privata. Anche le Fs sono teoricamente una Spa, ma sono e restano un ente statale. Anche negli Usa, la Federal Reserve è un ente solo teoricamente privato e indipendente. Ma è, a tutti gli effetti, una burocrazia pubblica. In Europa ci siamo fatti l’illusione che esista una banca (centrale europea) indipendente dai governi nazionali. Ma la sostanza non cambia: è un ente politico. Come credi che sia diventato Mario Draghi il suo presidente? Per carriera? Per merito? O per nomina politica? Forse non ti ricordi le battute al vetriolo nella lite a distanza fra il presidente francese (ormai ex) Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi: litigavano sulla nomina del nuovo presidente della Bce, sui suoi vice e sui voti di scambio. Il reddito da signoraggio sul conio delle monete metalliche va ai singoli Stati membri europei. Quello sulle banconote di carta viene ripartito fra le banche centrali proprietarie della Bce. Ciascuna di queste, essendo un ente statale a tutti gli effetti, gira la stragrande maggioranza di questo reddito (nel caso della Banca d’Inghilterra, il 100%) al proprio Stato.

Quindi, caro signoraggista, non capisco proprio quando tu mi parli di “governo delle banche”. Le banche sono parte integrante del governo. E sono sempre i governi gli unici che ci guadagnano dalla stampa di nuova moneta.

E ora arriviamo all’aspetto che più di fa infuriare: la truffa. La truffa consiste nello stampare più moneta, in modo da aumentare i redditi da signoraggio. Ci perdono i cittadini, che si ritrovano in mano pezzi di carta il cui valore è sempre inferiore (come sai, più moneta circola, meno ha valore). Ma ci guadagna lo Stato, che incamera maggiori redditi dalla stampa delle banconote. Questo simpatico trucchetto, fortunatamente, non dura molto tutte le volte che è stato tentato. Perché alla fine, la moneta perde talmente tanto valore da far collassare il sistema. Ci provò la Russia nella Prima Guerra Mondiale, per pagare le immense spese militari che doveva sostenere. Il sistema implose e l’esito fu drammatico: la rivoluzione russa. Ci provò la Repubblica di Weimar subito dopo la Grande Guerra. E il risultato fu altrettanto drammatico: collasso economico, instabilità politica e, infine, l’ascesa di Hitler. Ci provarono, con conseguenze meno drammatiche, tutti i governi italiani degli anni ’70 e ’80. I cui reduci, oggi, pontificano contro le banche e il potere dei banchieri. I governi sono abilissimi a truffare e a dar la colpa a qualcun altro.

Oggi la truffa si può ripetere. Il problema è che non c’è alcun limite all’emissione di moneta, soprattutto da quando è stata sganciata dall’oro. Gli euroburocrati credono che basti creare una banca indipendente, guidata da tecnici, per contenere l’emissione di moneta. Ma non esistono tecnici “indipendenti”. Come ti ho detto prima, Draghi è un politico, a tutti gli effetti. Ora inizia a pensare, pressato dai governi, che emettere più moneta è un bene. Dunque può ricominciare la solita vecchia truffa in ogni momento, sempre che non sia già iniziata.

Ma per evitarla, per non farti fare fesso, per favore, non invocare l’intervento dello Stato. Se gli chiedi di riprendere la “sovranità” sull’emissione di moneta, non fai altro che affidarti alle mani del tuo rapinatore.

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