Caro Giuseppi, i conti tedeschi sono a posto. Noi invece siamo tirati giù dal troppo Stato

di Luigi Basso – L’intervista che Conte ha concesso alla Suddeutsche Zeitung nei giorni scorsi costituisce un chiarissimo esempio della inadeguatezza dei governanti italiani a gestire i rapporti con la UE e con gli altri Stati Membri.
Il Premier, nel perorare la causa italica, si ostina ad usare argomenti stereotipati che si sono già dimostrati inutili e che sono, oltretutto, sbagliati ed infondati.

In particolar modo, la storiella del surplus commerciale tedesco, tirata fuori con insistenza a più riprese, dimostra che i Premier italiani proprio non sanno nulla dei Trattati Europei o li ignorano volutamente: quale delle due opzioni sia vera, il risultato non cambia.
Porte chiuse in faccia.

Quello che Conte ignora o finge di ignorare è che il limite del 6% di avanzo commerciale NON è una norma giuridica dei Trattati, non è cioè una legge, ma una unità di misura degli equilibri interni alla UE, che ha scopi di analisi e monitoraggio.
È un alert che si accende ed indica alla Commissione Europea che c’è un settore che funziona in modo squilibrato.
Si tratta delle MIP (Macroeconomic Imbalance Procedure, MIP) approvate dal Consiglio dell’Unione Europea e dal Parlamento Europeo, nelle sue linee generali, con le EU Regulation n. 1176/2011 e n. 1174/2011.
Dunque non si tratta di violazioni dei Trattati Europei.
Chiunque sa, nella vita, che usare in una discussione gli argomenti sbagliati, porta solo guai e disgrazie.

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