Caro Draghi, perché non fa l’autonomia?

Sig. Presidente del Consiglio,

mi rivolgo a Lei nella speranza che prima della fine del suo mandato Lei possa finalmente dare il via libera alle autonomie regionali.

Lombardia e Veneto hanno a suo tempo ( sono passati oltre 1.200 gg. ) effettuato il loro referendum e nulla è stato fatto.

A parte l’inadempienza dei precedenti governi nel rispettare la Costituzione ed il volere dei cittadini vi è anche da tenere in considerazione l’assoluta necessità di ammodernare la Costituzione stessa che a causa della pandemia e della crisi economica conseguente ha mostrato i segni del tempo e la Vecchia Signora abbisogna di essere rinverdita.

Conosciamo la storia e sappiamo come è avvenuta la creazione dell’Italia. Ora, se le regioni potessero essere responsabilizzate veramente con le autonomie più ampie ( le differenziate non le capisco) esse potrebbero diventare i volani veri della salvezza di questo paese e diventare talmente competitive da poter essere viste nel mondo come esempi da imitare.

Sappiamo che i paesi su basi federali sono i più efficienti. Dunque perché non procedere sulla via del federalismo?!!

Noi Veneti, le scrivo da Verona, siamo talmente in attesa della nostra autonomia che procrastinare la stessa ancora diventerebbe non una delusione ma una rabbia….

C’è bisogno di governare i vari territori da vicino e non più da Roma.

A Roma si dovrebbe anche ridimensionare i vari ministeri e tenere solo quelli relativi alla Difesa, alle relazioni internazionali, etc.

Come si conviene ad uno stato federale.

Il debito pubblico che abbiamo è il frutto velenoso del centralismo romano ci ha lasciato come eredità negativa.

Anche la classe politica non eccelle  tanto da poter dire che quasi tutti i governi e relativi politici hanno creato solo debito pubblico.

Lei che è riuscito nella sua vita a scalare i vertici delle banche e della finanza sa perfettamente che senza riforme draconiane l’Italia è destinata ad una sorte miserevole. Le auguro di riuscire a pieno nel suo compito di cui Lei è sicuramente all’altezza, ma si guardi bene sia dai politici che dai burocrati statali poiché sono stati loro a condurre il Paese sull’orlo del disastro. La pandemia ha solamente squarciato il velo  della reale situazione dell’Italia a livello sanitario, infrastrutturale, economico,territoriale,ecologico,tecnologico,scolastico,universitario,della non ricerca ed innovazione, di una giustizia politicizzata e volutamente tenuta sotto organico e mai digitalizzata veramente, e la lista è ancora lunga  etc..etc…etc…..

Poche cose e fatte bene ma ormai è il contesto costituzionale che non sta più reggendo.

Se un governo cade si deve andare al voto e non cercare a tutti i costi una maggioranza …………..

La ringrazio per la sua cortese attenzione con i miei distinti saluti.

Giancarlo Rodegher

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