Caro Belotti, fate un bel gesto e candidate gli indipendentisti arrestati

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di GIOVANNI CALDEROLI

Caro Belotti,

il tuo è poco poco credibile come appello, oltretutto nel settembre 1996 sul Po il fronte unico indipendentista era presente e molto numeroso e alle politiche di primavera la Lega aveva raccolto 4 milioni di voti.
18 anni dopo e molto tempo perso e milioni di voti persi, recuperare ora la credibilità è difficile ma non impossibile, ma non con una classe dirigente del partito che si è imborghesita, per non dire peggio.

A dicembre quando assieme a mio padre ci siamo incontrati per portarti a conoscenza di questioni, con fatti e persone precise, degenerate e conosciute da molto tempo, che stanno distruggendo dall’interno la Lega bergamasca,  tu ti sei comportato come un muro di gomma, come un untuoso protettore d’apparato di partito. Eri infastidito delle nostre segnalazioni, vecchie di almeno cinque, sei anni e sulla bocca di tutti.

Io non critico la Lega movimento rappresentata dai militanti, dai simpatizzanti, che tanto hanno dato e nulla hanno chiesto, e dai semplici cittadini che molte speranze avevano riposto nella Lega.

Io critico fortemente quei personaggi che si sono incistati nel movimento di un popolo, l’hanno trasformato in un partito che in poco tempo ha assunto tutti i peggiori costumi dei partiti italiani.

Volete fare un bel gesto? Ora che sei in lista per le europee, cedi il tuo posto a un patriota veneto o meglio candidate tutti gli arrestati al vostro posto alle elezioni europee, dando dimostrazione che l’ideale è superiore all’apparato di partito.

Print Friendly, PDF & Email

18 Comments

  1. Vi informo che nel Veneto che intendete liberare secondo i sondaggi il primo partito è il PD , poi viene Grillo, poi Forza Italia e, solo al quarto posto, la Lega Nord-Liga Veneta, accreditata di un 15%

    • A parte che i sondaggi fanno sempre l’interesse di chi li commissiona, la sua vista non va oltre il Sebino: sia in Catalunya che in Scotland il movimento indipendentista è trasversale e a maggioranza di sinistra.
      Inoltre le vorrei far notare che l’indipendenza sarebbe vantaggiosa a tutti i partiti come a tutti i cittadini, infatti non si devono fondere tra loro ma solo sostenere un progetto, un “disegno” come ha spiegato bene il prof. Cacciare alla trasmissione della Bignardi settimana scorsa.
      E poi chi dice che sia la Lega l’unico promotore dell’autonomia? Anzi, se rilegge l’articolo con attenzione, scoprirà che il Sig. Giovanni C. (!) accusa le Lega di aver disprezzato gli autonomisti negli ultimi 20 anni.
      Saluti,
      A.d.G.

      • So da me che in Catalogna e Scozia il movimento indipendentista ha ben altre percentuali (per fortuna), rilevo solo il fatto che in Veneto la somma dei partiti anti indipendenza ( PD, Grillo, Forza Italia e partitini) ha circa l’80% dei consensi (purtroppo). Quanto alla Lega, avrà mille difetti (purtroppo), ma è l’unico movimento favorevole al referendum sull’indipendenza, gli altri, quelli che hanno zero difetti, più in là dell’ 1% in Veneto non vanno. I numeri sono questi (purtroppo).
        Saluti padani.
        lagodiseo

        • Allora mi chiedo:
          ma quale tipo di informazione culturale hanno fatto i leghisti in questi anni?
          quanto sa la gente di autonomia, libertà e indipendentismo?
          Certo che se si lsono limitati ad amministrare invece che fare vera politica, con la cultura e con la conoscenza, non devono dare la colpa ai cittadini che non li hanno più votati.
          Altrettanto vero che amministrando questo paese di mafiosi e di corrotti c’è mezzo di arricchirsi.

  2. La stragrqnde maggioranza del vertice leghista , si è imborghesita e soprattutto si è italianizzata…..è finita di essere una lega di lotta dal momento che ha incominciato a percepire stipendi dallo stato italiano..
    maroni e tosi sono gli uomini che creeranno l autodeterminazione del nostro popolo?…
    sogniamo!,,,,,

  3. I monatti della Lega, sono persino persino peggio di Don Abbondio. Guardate la faccia del Lazzarone.

    Giorgio WSM

  4. In questa situazione piena di malessere e di sofferenze ci hanno portato tutti i partiti politici, Lega compresa.
    È chiaro che l’improvviso slancio verso gli indipendentisti veneti è una manovra per strumentalizzare l’incazzatura della nostra gente.
    Sono anni che in Veneto e non solo si fanno convegni e conferenze sull’indipendentismo, loro dov’erano? Il Belotti dov’era? Salvini?
    Cosa si pretende, che da una piante di pere crescano mele?
    Attenzione a non confondere la politica con l’amministrazione: la politica guarda lontano negli anni, il progetto che segna la via; l’amministrazione è quella di tutti i giorni, la routine. Probabilmente nella Lega non ci sono più politici, quelli veri, o meglio li hanno eliminati tutti! Probabilmente anche negli altri partiti non ci sono più i veri politici, ma questo a me non interessa…
    Il gesto chiesto da Giovanni (Calderoli, accidenti che cognome!!) sarebbe il minimo per poter ridare una speranza di fiducia dopo la “serata delle scope” del periodo maroni-belsito.
    Dubito che gli attuali dirigenti della Lega inseriscano qualcuno di davvero motivato come autonomista/indipendentista nella lista dei candidati alle europee. Se non lo facessero, davvero per loro è la fine. Che si cerchino un posticino in una UDC IDV SEL UCD qualsiasi, dove cercano di tirare a campare, aspettando che passi la bufera e qualcuno venga ad aiutarli.
    Io combatterò perché costoro muoiano di fame!! Accidenti!!
    “Mort aux cons!”
    A.d.G.

  5. Se i patrioti lombardi e veneti oggi in carcere fossero TUTTI candidati alle europee dalla LN-LV sarebbe davvero eclatante e dimostrerebbe a tutti che l’art.1 dello statuto ancora se lo ricordano.

    Sarebbe un FATTO importante e non avremmo dubbi che tali candidati porterebbero avanti il nostro diritto al referendum democratico x l’indipendenza.

    … purtroppo sembra invece che si illudano di andare a prendere voti al sud (solo mettendo un paio di pezze nel simbolo di Alberto da Giussano) e quindi al nord ci toccherà votare Grillo x protesta

    miopi come talpe :)))

    SV
    passaporto veneto n.49

  6. Premessa – Dunque, da principio c’erano le idee, tante idee sparse, e qualche abbozzo di progetto. Ma erano progetti diversi, e nemmeno tanto ben fondati. Poi venne Bossi, reduce da un’esperienza di poeta dialettale. Lui nelle cose che diceva ci credeva, ci credeva con vigore barbarico, e tanto bastava. Gli slogan erano duri, scaldavano gli animi, e anche questo andava bene, perché si trattava di far massa critica. Quello era il momento in cui la sinistra italiana prendeva una cotta per Carlo De Benedetti: i miglioristi erano smaccatamente aziendalisti, gli altri lo sarebbero diventati, di lì a non molto.
    Gli operai a Sesto San Giovanni erano incazzati: possibile che si dovesse dare un calcio all’industria metalmeccanica, solo per fare un piacere a De Benedetti? Dunque gli operai e la gente che fa un lavoro vero cominciarono a votare per la Lega, tant’è che D’Alema ebbe a dire: «La Lega c’entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia. Tra la Lega e la sinistra c’è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. È una nostra costola, è stato il sintomo più evidente e robusto della crisi del nostro sistema politico e si esprime attraverso un anti-statalismo democratico e anche antifascista che non ha nulla a vedere con un blocco organico di destra».
    E la massa critica si formava: eccome, se si formava. Parallelamente si stemperavano le velleità localistiche, si faceva strada l’idea che la costruzione di un’alternativa reale si fa con le idee, idee forti, e non con i pensierini; con un “disegno” (così direbbe Cacciari, cioè, un progetto) e non con le poesie. Miglio aveva un progetto, mise le sue competenze a disposizione della Lega. I primi amministratori leghisti furono ottimi: sia quelli con un’esperienza politica alle spalle (molti di loro venivano dalla sinistra), sia quelli che si affacciavano alla politica per la prima volta, ma erano artigiani e professionisti. Non come certi “professionisti” leghisti di oggi, che se non avessero le mani in pasta non avrebbero uno straccio d’incarico professionale, e la cui parcella professionale è copertura di mediazioni e scambi di favori indebiti. Poi le cose sono andate come sono andate: Miglio è diventato, secondo Bossi, «una scorreggia nello spazio».

    Miseria della Lega bergamasca – E veniamo a Bergamo e a Belotti. Anche a Bergamo in origine c’erano le idee, ed erano idee forti. Poi venne Bossi: bene, perché si faceva massa critica. Poi da Bossi si passò al buxismo, cioè al culto del caro leader, come nella Corea del nord: meno bene, perché se un partito è carismatico, è destinato a implodere o a passare ai familiari (qualche volta ai famigli), con risultati incerti e con la certezza che l’ideale va a farsi benedire (per esempio, Fidel Castro ha passato la mano a Raúl, Juan Domingo Perón si è perpetuato in Evita, Berlusconi sta ancora cercando una maniera di perpetuazione).
    Comunque, erano tutti buxisti, a Bergamo, anche quando il cerchio magico cominciò a dettar legge, al tempo della malattia di Bossi. Il Trota andava bene, benissimo. Perfino uno come Castelli, che non era, o non era stato, sprovvisto di attrezzi intellettuali per ragionare correttamente, arrivò a dire: «Va bene, il Trota è figlio d’arte, ma in fondo è stato votato, a Brescia. Dunque che c’è da dire?». Glissons. C’era addirittura, anche a Bergamo, chi sbavava dietro al Trota. E Invernizzi, il lungichiomato segretario provinciale, faceva la voce grossa, in nome di Bossi. La faceva anche quando il partito (che continua a volersi dire “movimento”) era nelle mani del cerchio magico. Invernizzi copriva le magagne (politiche, s’intende) e i politici territoriali che vivevano di politica. A denti stretti ammetteva che questo o quello forse non fossero politicamente esemplari, ma assicurava che la situazione era sotto controllo. Ma era evidente che niente doveva cambiare, il controllo territoriale non si metteva in discussione.
    Poi ci fu la kermesse delle scope, Invernizzi si proclamò maronita e Bobomaroni lo insignì dell’onorificenza di “leghista dell’anno” (2012). Invernizzi fu candidato alle politiche, adesso è deputato a Roma, fa un lavoro istituzionale (ohibò) e porta il suo contributo alla I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni). E al posto d’Invernizzi c’è Belotti.
    Niente è cambiato, naturalmente. Se vai da Belotti e gli parli delle magagne “politiche” dei politici territoriali, lui è rassicurante: ma no, ma che cosa credi, quello non conta niente, di che ti preoccupi, è tutto sotto controllo. E così via. Eppure Belotti sa tutto, anche Salvini sa tutto. Perché sopportano? Alcuni dicono: sai, ci sono equilibri politici da rispettare. Ma se una situazione è incancrenita e Salvini contro l’interesse della Lega non si dà una mossa, io sono costretto a scervellarmi e domandarmi quale sia, invece, la causa vera di tanto lassismo e immobilismo. Forse che ragiono male?

    • Forse che ragiono male?
      NO … ci vedi bene…
      solo ke sembra ke tu non sia kapace di stakkarti … sembra ke tu abbia forte attrazione x kuelli ke prendendoti pel kulo, ti rassikurano … prova ad introspettarti (autokritika)… forse, alla fin fine, kuell’andazzo ti piace… 😀

      • Ho uno spirito naturalmente autocritico. Non mi piace tuttavia l’autocritica frutto di suggestione o di buoni consigli. In tal caso divento critico: anzi, esocritico, direi. Escludo categoricamente di avere trasporto, di qualunque tipo, per l’andazzo preso dalla Lega in terra orobica. Se fai clic sul nesso ipertestuale associato al nome (nesso che porta al diario in rete “Nusquamia), non avrai difficoltà a rendertene conto.

        • ho visto … interessante
          … Allora prendendo coraggio per l’audizione che si dovrà tenere a breve mi diletto nella recita, schiarisco la voce eeee via.

          Sergio Tulium Catilina
          nétavi culum con carta vilina
          carta vilina si rumpavi
          ditum in culum penetravi …

          anke divertente se vuoi … uno strano burlesque… de_camerone,sko … in tema senz’altro kon la lekka nodde, Calandrino, ed i beoti kreduloni … 😀

  7. La Lega nord è un partito con le sue correnti le sue obbedienze necessarie, la sua antidemocraticità interna, specialmente a Bergamo dove non si muove foglia e non si hanno idee se non per disposizione superiore. Ma la Lega nord è una parte e nemmeno la più importante del più vasto movimento che rappresenta la disperazione delle persone che oramai sono diventate invisibili, non contano più niente perchè comunque è qualcun altro che comanda. In sintesi la domanda che ci si deve fare è se in Europa la democrazia esista o sia solo una finzione di sistema.
    Torniamo alla Lega però, certamente non ha più nulla da dire sotto il profilo delle proposte e l’assenza di Maroni a Verona è eloquente, ha però ancora qualche visibilità e potrebbe essere una cassa di risonanza delle idee che circolano un po’ ovunque nel nord Italia, contrariamente a quanto ci vogliono far credere la speranza dell’indipendenza da Roma è diffusissima, in taluni è consapevole in altri latente ma è presente nel pensiero di molti. Potrebbe essere una cassa di risonanza la Lega, potrebbe essere ma non sarà, l’attenzione odierna altro non è che il riflesso della paura di prendere una batosta alle elezioni europee e quindi non ci si può fidare dell’entusiasmo dei leghisti (a Salvini vorrei dare ancora il beneficio del dubbio ma certamente Belotti è parte di un meccanismo perverso che ha schiacciato gli aneliti di indipendenza e di libertà).
    In matematica esiste un sistema per valutare la correttezza di un risultato, la controprova, bene applichiamolo e chiediamoci se la Lega potrebbe essere vero motore di cambiamento e come.
    La risposta a mio avviso non passa per proclami inutili (chi vuoi liberare Salvini e come) passa per un nuovo 1997 e le condizioni tra la gente ci sono tutte, forse non si riuscirà a schierare milioni di persone lungo l’argine del Po ma a fare un catena umana anche silenziosa da Piazza delle Erbe alla Procura certamente sì e allora perchè non si promuove un’idea del genere? Semplicemente perchè la Lega è oramai uno strumento di regime allergico ai cambiamenti con la paura che la gente si svegli perchè poi potrebbe presentargli il conto!

    • Giuli: la democrazia è la possibilità del popolo di prendere decisioni (vedi referendum svizzeri, tutti!).
      Quella europea è democrazia rappresentativa dove si vota qualcuno che spesso è nominato dai partiti.
      Una stortura del vero “potere del popolo”.
      Di conseguenza la sempre più limitata libertà dell’individuo.
      In Italia questa pseudo democrazia è ancora più in mano ai partiti per il dominio della cultura mediterranea, quella parassitaria, anti collaborativa.
      Secondo me tutto deve partire da qua.

  8. Bisogna vedere se i patrioti Veneti ci tengono ad essere candidati dalla Lecca Nodde, a mischiare i loro nomi con un qualche Belsito…

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Dal Campanile al Cielo, perché i Serenissimi hanno vinto

Articolo successivo

Ucraina, altra secessione: proclamata la Repubblica indipendente di Donetsk