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Cari veneti, forse potete liberarci solo voi dal Capitano

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di Valter Roverato – Si spiega anche come mai da tempo non si vuole neanche più parlare di autonomia regionale: è perché si è deciso silenziosamente che non è un argomento “democratico”, la voleva la lega, e per questo non è degna della “patente” di democrazia, quindi è sovversiva, è contro l’unità del paese, crea discriminazioni, è “razzista”, ma ci tocca ogni tanto parlarne perché qualcuno ha fatto anche votare (orrore!) i Veneti ed i Lombardi e disgraziatamente (e forse poco democraticamente?) ha vinto il sì. Ma in fondo nemmeno la lega la vuole, l’autonomia, dato che ci sarebbe stato tutto il tempo e la possibilità di approvarla col governo precedente, ed anche con quello ancora prima, in verità. La “nuova” lega in realtà è una colla: unisce l’attuale governo contro di lei, ed essa stessa vuole tutto il paese unito e vede come fumo negli occhi qualsiasi anelito di autonomia da parte di una parte del paese stesso, ma siccome al Nord parlare di autonomia “tira” ancora in termini elettorali, allora la teniamo lì, in un angoletto, e la tiriamo fuori quando e se si andrà a votare. Anche il tema dell’autonomia si rivela essere “al servizio” di Salvini, ruota attorno a lui. Al capitano del Titanic italia fa comodo che il Nord continui a versare “l’obolo” a roma per mantenere sprechi e mangerie varie, miliardi di euro che ogni anno come una valanga, come un fiume perennemente in piena, vanno ad ingrassare sempre gli stessi, che fanno comodo per continuare a prendere i voti degli italiani al sud, che fanno comodo per pagare le pensioni ai falsi invalidi, le decine di migliaia di forestali, i danni di terremoti di decine di anni fa, gli spalatori di neve in Sicilia, la sanità che al sud costa enormemente di più che al nord (chissà perché?), e così via.

Ed il “bello” è che a fronte di tutto questo, qui in Veneto ed in tutto il nord il popolo continua imperterrito a votare i partiti italiani, partiti che candidano proprio nei nostri collegi elettorali dei personaggi che nulla sanno e nulla conoscono dei problemi e delle esigenze e necessità di questo territorio, di cui anzi una volta eletti si disinteresseranno ma devono fare di necessità virtù perché vogliono solo avere una comoda e ben retribuita sedia in parlamento, pagata in gran parte proprio coi soldi della gente del nord.

Sperare in un cambiamento in Veneto, come in tutto il nord, diventa sempre più un’utopia, ferma restando questa situazione. L’italietta ha trovato la sua strada, che è sempre quella: sfruttare il nord in nome del tricolore, forzare una unità che non si è mai verificata in concreto, dato che le varie regioni che la formano sono costituite da persone con mentalità diverse, a volte opposte, con attitudini e storie diverse, con usi, tradizioni, linguaggi anche giustamente diversi, con esigenze e necessità differenti. L’unica vera “rivoluzione”, che forse farebbe solo del bene a tutto il paese, se lo si vuole considerare tale, sarebbe riconoscere ufficialmente tutto questo e svilupparlo, dare valore a queste storie, mentalità, usi, lingue, costumi e tradizioni, dare respiro a queste necessità, a queste esigenze, a queste diversità, lasciare che i vari territori si gestiscano autonomamente, in termini di risorse, opportunità, idee, e lasciare alla responsabilità dei vari popoli, delle varie persone, cercare di aiutare chi dovesse averne bisogno, non farlo forzatamente, non obbligando la gente. Sono sicuro che nessuno sarebbe lasciato indietro, sono sicuro che si otterrebbe paradossalmente più “unità” così che non con la forza, sono sicuro che tutti vivremmo molto meglio, ma proprio tutti. Ma chi avrà mai il coraggio di fare ciò? Finché sarà perpetrato questo stato di cose, e tutti ne trarranno vantaggio, chi mai potrebbe avere l’ardire di fare un’inversione di marcia?

Finché esisterà un collante in tutti i sensi e buono per tutto, come Salvini, che assieme ai relativi soci italioti hanno interesse a tenere assieme la baracca italia in tutti i modi, chi avrà la forza di attuare la vera rivoluzione, democraticamente? Potranno gli italiani seguitare a tirare ancora la corda continuando a sfruttare il Veneto ed il nord intero? Fino a quando? Quando i Veneti (come tutto il popolo del nord) si sveglieranno? Fino a quando i Veneti (e tutto il nord) continueranno a lavorare, a morire sui posti di lavoro pagando tasse esose ed inique, per mantenere chi in sostanza non fa nulla se non sfruttarli per il proprio interesse? Quante domande! Ed altre potrei farmene, e so anche che ognuno di noi avrà la sua risposta, forse manca solo il coraggio di metterla in pratica, manca una guida forte e sicura, leale e che non tradisca: quello che era ed è stato Umberto Bossi, e che non è certo e non sarà mai Matteo Salvini, ma purtroppo uno non può più essere la guida che vorremmo, e l’altro non lo è mai stato, ma non ce ne rendiamo ancora conto.

Veneti, cercasi solvente capace di scollarci da Salvini e dall’italia!

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