Cari amici imprenditori, è venuta l’ora di dire basta

di GIUSEPPE QUARTO*

Cari Imprenditori,
mi rivolgo a voi uomini del fare, a tutti quelli che non vogliono più subire in silenzio i soprusi, i divieti inutili e la tassazione vessatoria che questo Stato quotidianamente ci obbliga a subire. Lo Stato e la politica devono essere al servizio dei cittadini e derivare da essi la loro legittimazione.
Al contrario, oggi, siamo sudditi di politicanti e burocrati che vivono come parassiti sulle spalle dei ceti produttori.
Che libertà abbiamo quando ci portano via quasi il 70% del nostro guadagno?
Come possiamo investire nelle aziende se i nostri sacrifici e i nostri utili servono solo a stipendiare con cifre fuori da ogni logica di mercato burocrati nullafacenti che oltre a derubarci del nostro lavoro ci rendono difficoltoso anche pagare.
Cari amici, da Amato che nel 1992 ci rubò di notte come un ladro il 6 per mille dai nostri conti correnti a Prodi che con la tassa per l’Europa ci tolse nel ’96 4.700 miliardi di lire no c’e mai fine  ad uno stato incapace di frenare la sua spesa e le sue ruberie.
Gli uomini liberi devono alzare la testa e non accettare le intimidazioni di uno Stato che, se non frenato nella sua invadenza nella vita privata, può portarci entro una società totalitaria anche senza che noi ce n’accorgiamo completamente. L’Italia è ormai afflitta da una malattia cronica, oppressa da una burocrazia parassitaria che la corrode in ogni sua fibra e spreme oltre misura i propri ceti produttivi, incapace di fare un passo indietro per dare alla nostra economia una nuova spinta capace di avvicinarla alle società più progredite dell’Europa.
Cari amici dobbiamo dire basta:
Basta a stipendi faraonici
Basta alle pensioni d’oro, la pensione deve assicurare una vecchiaia tranquilla, non una vecchiaia da ricchi.
La barzelletta che non si possono toccare diritti acquisiti cozza contro il diritto acquisito di ogni lavoratore di mantenere dignitosamente la propria famiglia senza essere derubato da briganti legalizzati da leggi infami che loro stessi anno promulgato.
Gli stipendi e le pensioni le stabilisce chi le paga non chi le riceve, e se non sono soddisfatti si cerchino un imprenditore privato che creda nelle loro capacità di meritare stipendi faraonici.
Cari amici, il tempo stringe, malgrado ci derubino oltre il limite della sopportazione, il debito pubblico aumenta di 200 milioni al giorno.
Se questi signori non vengono fermati li troveremo di nuovo con le loro mani nei nostri conti correnti.
E ora che le associazioni di imprenditori, industriali, commercianti, artigiani e professionisti, oroclamino gli stati generali del lavoro, e votino una risoluzione con le seguenti determinazioni:
Ridurre le spese dello stato:
Per i dipendenti pubblici un solo stipendio con un massimo di 3.500 euro mensili.
Pensioni: una sola con massimo 3.500 euro mensili.
Enti pubblici: chiusura o accorpamento o vendita eliminando migliaia di consigli di amministrazioni.
Modifica sostanziale dello statuto (del lazzarone) del lavoratore.
Queste regole valgono per qualunque fondazione ente o società che fruisce di finanziamento pubblico.
Tassazione massima del 20% per le aziende (E la tassazzione inglese per le aziende medie)

Bisogna fare presto, le manifestazioni di questi giorni sono un  anticipo di quello che potrà avvenire se non verrà posto fine a questo stato confusionale della politica incompetente per la maggior parte se non ignorante e mancante del più elementare buon senso.


*Club L’Imprenditore
Brescia
Tel 335 282794
www.liberidiscegliere.org
www.ilbastone.org

 

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