CAOS ITALIANO 6 -Conte non vota il Dl aiuti e apre la crisi a Palazzo Chigi

Sul documento sottoposto due giorni fa a Draghi riguardo le “questioni più urgenti” da affrontare, il premier ha annunciato “un intervento” poderoso. E “questo è uno snodo politico importante”. Ma “gli aiuti sin qui stanziati sono una soluzione benvenuta ma insufficiente”. Lo ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, parlando all’assemblea dei parlamentari del Movimento. “Ieri Draghi ha convocato a Palazzo Chigi un tavolo con le parti sociali per affrontare alcune delle questioni più urgenti che abbiamo indicato nel documento”, ha detto Conte, che gli è stato “sottoposto” il giorno precedente su “precariato, salario minimo, piano straordinario sostegni a famiglie e imprese”.

“Alla Camera dove è possibile il voto disgiunto abbiamo espresso ovviamente la fiducia, ma al momento del voto finale non abbiamo partecipato al voto. Domani al Senato non è possibile esercitare il voto disgiunto, quindi con le medesime lineari coerenti motivazione domani non parteciperemo al voto”.

Non c’e’ una alternativa a questa maggioranza di governo, “per me non c’e’ un governo senza M5S, ne’ c’e’ un governo Draghi”. Queste le parole pronunciate ieri dal presidente del Consiglio, al termine dell’incontro con i sindacati. Ed e’ la linea che ogni probabilita’ Mario Draghi manterra’ anche dopo che l’annuncio del M5S di non votare la fiducia al Senato sul Dl Aiuti, si tradurra’ in pratica con l’uscita dei parlamentari pentastellati dall’aula di palazzo Madama.

E’ molto probabile che il premier, subito dopo il voto del Senato (che comunque confermera’ la fiducia al governo e il via libera al provvedimento, anche se senza i voti del M5S), andra’ dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riferire della situazione della maggioranza.

La linea di Draghi dunque, sarebbe quella di non procedere con la ricerca di una nuova maggioranza parlamentare e, dopo la decisione di Giuseppe Conte, di concludere quindi l’esperienza di governo. Alla domanda dei cronisti che chiedevano di un eventuale ritorno alle Camere in caso di defezione del M5S, Draghi aveva risposto: “Su questo dovete chiedere al presidente Mattarella”.

Il colloquio con il capo dello Stato sara’ quindi determinante per capire quali saranno le sorti dell’esecutivo e la tempistica di una eventuale crisi. Draghi aveva dribblato anche la domanda sulla eventualita’ di uno scioglimento anticipato del Parlamento e di elezioni in autunno: “Non commento scenari ipotetici, anche perche’ sono parte di quel che succede, essendo uno degli attori il mio non sarebbe un giudizio oggettivo e distaccato”, aveva risposto il premier.

“Conte, l’avvocato del popolo, il punto di riferimento dei progressisti, si accinge a far cadere un governo presieduto dall’italiano piu’ autorevole nel mondo in mezzo a una guerra. Rimane solo la soddisfazione di essere tra i pochi partiti a non averci mai avuto nulla a che fare”. Lo scrive su Twitter il segretario di Azione, Carlo Calenda.

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