CAOS ITALIANO 4 – Papeete 2 la vendetta – Senatori 5Stelle “chi li tiene?”

Colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il leader del M5s, Giuseppe Conte, durante la pausa del Consiglio nazionale prima della serata di ieri. È quanto confermano fonti del Movimento. Sui contenuti della telefonata bocche cucite, mentre si attende che il presidente M5s detti la linea che per il momento va verso l’Aventino oggi in occasione del voto di fiducia sul Dl Aiuti in Senato.

“E i senatori chi li tiene?”, è una delle domande che rimbalzava ieri mattina tra i 5 Stelle, sia tra i vertici impegnati nella riunione fiume del Consiglio nazionale con Giuseppe Conte -si aggiornerà alle 19.30- che tra i ‘peones’ o i volti noti del Movimento a lavoro tra Camera e Senato. A inizio riunione la linea dura -via da Aula senza votare la fiducia- sembrava avere la meglio, ma poi i dubbi e i timori si sono fatti largo, fino a portare il leader Giuseppe Conte, come riferito all’Adnkronos da autorevoli fonti del Movimento, a tentare la strada di un nuovo confronto col premier Mario Draghi, così da evitare lo scontro frontale. Intanto però, mentre si apre lo spiraglio di un disco verde del Movimento al dl aiuti, continuano a serpeggiare i timori interni sulla tenuta del gruppo di Palazzo Madama, nel caso in cui dai vertici pentastellati dovesse arrivare l’indicazione per un voto favorevole al decreto. Al Senato, infatti, dove i 5 Stelle contano al momento 62 eletti, siedono i grillini più battaglieri, quelli che vedono la permanenza nel governo Draghi come fumo negli occhi. Una quarantina sarebbero infatti contrari a votare la fiducia, di questi una decina di ‘barricadero’ sarebbero addirittura pronti alla spallata, ovvero a votare contro.

Difficile ora convincere i senatori ad andare oltre, votando il decreto che ha già visto l’astensione dei 5 Stelle in Consiglio dei ministri per la contestata norma sull’inceneritore a Roma. I più agguerriti hanno già consegnato un ‘messaggio in bottiglia’ ai vertici, nel corso del Consiglio nazionale di questa mattina: “una inversione a U io non l’accetto”, uno dei messaggi partiti da Palazzo Madama e diretti al quartier generale di via di Campo Marzio.

 

 

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