Cameron: resteremo nella Ue, ma togliendo poteri a Bruxelles

di REDAZIONE

”Resteremo nella Ue. E’ nel nostro interesse. Ma con un rapporto diverso, che siamo in grado di rinegoziare”. Settimane di pressioni, dichiarazioni, appelli e accuse. Poi David Cameron e’ tornato sul suo cavallo di battaglia. In Europa vuole rimanere, dice, ma mettendosi alla guida di un cambiamento, ”possibile”, insiste, perche’ ”in Europa il dibattito e’ gia’ in corso”. E per quanto riguarda il referendum promesso ai britannici non lo esclude, ma decidere oggi se sara’ ‘dentro o fuori’, sarebbe ”una falsa domanda”.

E’ l’ennesima offensiva britannica all’Europa, lanciata di prima mattina da Cameron in una lunga intervista alla Bbc che ha anticipato i contenuti dell’atteso discorso. Ampiamente annunciato, piu’ volte rimandato, nel pomeriggio Downing Street ha fissato la data: il prossimo venerdi’, 18 gennaio, in Olanda. In anticipo rispetto al 22, come fino ad ora trapelato e mai smentito. Decisione saggia, probabilmente, visto che la coincidenza con l’anniversario della firma del Trattato dell’Eliseo tra Francia e Germania, con cui cinquant’anni fa Charles De Gaulle e Konrad Adenauer stabilivano riconciliazione e cooperazione, momento altamente simbolico nella storia dell’integrazione europea, sarebbe stato un gesto troppo provocatorio anche per Cameron. Ma non solo. Giocando d’anticipo, Cameron spiazza la frangia dei conservatori euroscettici duri e puri: gli hanno dato filo da torcere nel partito, la ‘battaglia sull’Europa’ e’ stata a piu’ riprese usata contro il leader accusato di mancare in determinazione e fermezza, fino alla minaccia, trapelata nei giorni scorsi, di un vero e proprio ‘manifesto’ con specifiche richieste, da presentare domani, in coincidenza con la prossima riunione del consiglio dei ministri.

Cameron parlera’ prima. In sostanza ritiene ci sia la possibilita’ per Londra di ottenere cambiamenti nel suo rapporto con l’Unione europea. Da sottoporre poi al ”consenso” dei britannici, con la possibilita’ di tenere un referendum, ma la consultazione costituirebbe ”una falsa scelta” se con questa si chiedesse un ‘si’ o no’ sull’uscita del Regno Unito dall’Unione. ”E’ nell’interesse” di Londra ”restare” in Europa, ha sottolineato. Cruciale resta la richiesta del ”rimpatrio di poteri” da Bruxelles. La piu’ cara anche ai conservatori euroscettici, sulla quale pero’ Cameron dice di avere alleati in Europa, Germania e Olanda in particolare: ”Non saranno d’accordo su ogni virgola, ma il dibattito c’e”’. Con Angela Merkel e con il primo ministro olandese Mark Rutte il premier britannico ha in effetti parlato nel weekend e intende contattare nelle prossime altri leader europei. Alle critiche, poi, moltiplicatesi nei giorni scorsi contro una strategia ‘troppo pericolosa’ per il Paese, ha risposto che se uscisse dall’Unione la Gran Bretagna ”non collasserebbe”, ma cio’ ”non sarebbe nel suo interesse”. ”L’Europa sta cambiando e c’e’ l’opportunita’ per noi di guidare quei cambiamenti e apportarne tali da farci sentire a nostro agio”.

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