I DEPUTATI SI TAGLIANO LO STIPENDIO? E’ SOLO UN BLUFF!

di REDAZIONE

L’ufficio di presidenza della Camera ha stabilito una serie di riduzioni dell’importo lordo dell’indennità parlamentare il cui ammontare è di 1300 euro lordi al mese, circa 700 euro netti. In realtà col passaggio dal sistema pensionistico retributivo al contributivo i deputati avrebbero avuto un aumento in busta paga per via delle minori trattenute ai fini del vitalizio e alla fine ciò che si sono tagliati è solo l’aumento o poco più, quindi quasi niente. C’è una riduzione «del 10 % per cento a partire dal 1° febbraio, delle indennità d’ufficio spettanti ai deputati titolari di incarichi istituzionali (Presidente della Camera, Vicepresidenti, deputati Questori, Segretari di Presidenza, Presidenti e membri degli uffici di presidenza dei diversi organi parlamentari, delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali e componenti degli organi interni di giurisdizione). Questo anche in attuazione di un ordine del giorno accolto in occasione dell’esame del bilancio interno del 2011». Per quanto rigurda le indennità «è stato applicato il taglio nella misura del 10 o del 20 per cento, in relazione al reddito di ciascun deputato, così come previsto dal decreto-legge di manovra dello scorso mese di agosto. Tale misura ha comportato una riduzione dell’indennità pari a 250 ovvero a 500 euro netti al mese; è stato, inoltre, prorogato fino a tutto il 2013 il blocco dell’adeguamento dell’importo dell’indennità». Per rimborso «’eletto/elettorì è stata disposta una riduzione di 500 euro mensili dell’importo». Per quanto riguarda la diaria, «è stata disposta una riduzione di 500 euro e, in aggiunta, è stato introdotto un meccanismo di adeguamento del suo importo al tasso di partecipazione ai lavori presso le Giunte e le Commissioni che può comportare una ulteriore decurtazione di 500 euro». L’insieme di queste misure ha comportato «solo in questa legislatura, una riduzione delle competenze spettanti a ciascun deputato di un importo che può variare tra i 1.250 e 1.500 euro in meno».

MA QUALE TAGLIO? E’ SOLO UN BLUFF

di REDAZIONE

Ieri pomeriggio, i quotidiani on line e il tg rilanciano pomposamente la notizia che i deputati si sarebbero ridotti lo stipendio di 1300 euro lordi (700 netti al mese). La notizia in realtà è una bufala perché la busta paga degli onorevoli rimarrà intatta nonostante la decisione dell’ufficio di presidenza della Camera scaturita dopo mesi d polemiche e di annunci con cui si dichiarava di voler riportare le indennità dei parlamentari italiani alle medie europei.

A svelare il gioco di prestigio messo in atto dalla Casta per salvare le apparenze ma senza ridursi lo stipendio è il giornalista Franco Bechis: “Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali dei parlamentari -scrive Bechis- che sono scattate dal primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perchè non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese).

La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga. Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento.

Insomma continuano a prenderci in giro.

FONTE ORIGINALE: http://www.ilqualunquista.it/?p=2443

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