Grande Guerra, giù il tricolore su il Leone nei sacrari

di ANNA ISEPPON*ponte-priula

“Nel Centenario della Grande Guerra, nel Settantacinquennale della Seconda Grande Guerra, sulla Montagna Sacra di Santa Augusta sopra Saravàl-Serravalle, e sulle Sponde della Sacra Piave, a Ponte Priula, è stato reso Omaggio all’Immenso Sacrificio dei Soldati e del Popolo Veneto Tutto, Venete e Veneti di Tutte le Età, ripiegando il Tricolore della Guerra, della Fame, della Miseria, ed innalzando Libera la Bandiera Veneta Garanzia di Pace, di Giustizia, di Prosperità Millenarie. VENETA REGGENZA – RESISTENZA VENETA. Settembre 2014″.

Questo messaggio accompagnava l’atto compiuto da alcuni patrioti Veneti che nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 settembre scorsi hanno sostituito alcune bandiere tricolori, issate su dei monumenti ai caduti, con le bandiere marciane. Come riportato dal Gazzettino, tale gesto è stato interpretato da alcuni come un affronto alla memoria dei caduti, mentre per altri si è trattato invece del segnale che “la sopportazione dei Veneti è arrivata al limite”.

Un atto simile era stato compiuto (come ci ha segnalato un lettore) anche a Borso del Grappa (VI) lo scorso 25 aprile, dove sul pennone di fronte al monumento ai caduti era stato issato il vessillo marciano. La nostra bandiera ha sventolato per qualche giorno per poi essere nuovamente tolta e sostituita con un tricolore. Ma in questo caso la notizia non ha destato scalpore e non è finita su nessun quotidiano.

Era finita sul giornale invece la bandiera issata lo scorso 13 agosto sempre a Susegana, non di fronte a qualche monumento ma su un pennone che si affaccia sulla Pontebbana, accanto alla rotatoria del centro. In questo caso però (così come in quello di Borso del Grappa) non c’era stata alcuna rivendicazione, e la questione si era conclusa brevemente, classificata quasi come una “goliardata” dagli stessi media.

A quanto pare però, è evidente che i Veneti esistono… e resistono! Al di là dei gesti eclatanti, c’è una resistenza quotidiana, meno chiacchierata, ma pur sempre presente. Un resistenza fatta da singoli cittadini che hanno esposto il vessillo di San Marco nelle proprie abitazioni. Una resistenza di cui parla anche lo stesso giornalista del Gazzettino, nel riportare i fatti del primo settembre, facendo presente come numerose bandiere venete facciano capolino dalle abitazioni un po’ ovunque.

Issare le bandiere di San Marco è una dichiarazione importante, un simbolo di appartenenza ad un Popolo che non viene riconosciuto dall’occupante (già riconoscerci darebbe maggior peso alla nostra richiesta di libertà), equivale a gridare al mondo il proprio “Mi son Veneto”. Si tratta di un atto che richiede un certo coraggio: mi è stato riferito di persone che hanno trovato il coraggio di esporla solo dopo che qualche vicino aveva “rotto il ghiaccio” per primo.

Il Simbolo del Nostro popolo, il Nostro vessillo di San Marco…FA PAURA all’occupante italico. Tant’è che sono scattate alcune denunce relative ai fatti della scorsa settimana! Denunce, per aver issato la bandiera marciana. Mi chiedo cosa dicano i difensori del tricolore a chi non ha un lavoro e non arriva a fine mese, a chi deve emigrare, a chi ha dovuto chiudere la propria azienda….alle famiglie dei tanti imprenditori che si sono suicidati in questi mesi? Cosa rispondono a tutto questo? Con che coraggio difendono il simbolo di uno Stato che ci ha tolto sorriso, dignità, speranza per il futuro…che ci ha tolto la vita? (Forse le denunce dovrebbero essere altre…)

Il giornalista, nel suo articolo, sostiene che durante il periodo del referendum digitale dello scorzo marzo ci fossero molte più bandiere esposte, e che oggi il fenomeno sia un po’ scemato. L’invito è a mantenere alta l’attenzione, a non perdersi d’animo e a continuare ad esporre con fierezza ed orgoglio la bandiera del Popolo Veneto! Anzi, ad esporne sempre di più!

ESPONIAMO TUTTI la nostra sacra bandiera, simbolo del nostro passato e del nostro futuro! Vogliamo vedere centinaia di bandiere marciane issate sulle finestre, terrazzi, giardini… Tu hai già esposto la tua?

(da vivereveneto.com)

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8 Comments

  1. Avete agito di notte come i ladri, chissà cosa ne pensano gli alpini veneti di queste pagliacciata. Il popolo veneto si è estinto con l’occupazione romana, Venezia è stata fondata da cittadini romani che scappavano da Aquileia. Fate un referendum vero e poi vedrete quanti vorranno (la libertà) voi non siete scozzesi siete italiani fino al midollo.

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