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Callegari: “Niente autonomia, il Sud ti fa perdere voti”. E Matteo fermò il referendum

Schermata 2019-10-03 alle 07.21.58di CORRADO CALLEGARI – Al re hanno tolto la felpa. La nudità viene da un sondaggio che è stato coraggiosamente spifferato da uno studioso, il professor Paolo Feltrin, politologo che collabora con l’Osservatorio regionale della stessa Regione Veneto. Il prof ha illustrato ad alcuni organi di stampa che un sondaggio evidenziò come, se fosse passata l’autonomia richiesta a gran voce dal Nord e in particolare dal Nordest, la Lega avrebbe perso quel bacino di voti conquistati con la svolta nazionalista al Sud e l’abbandono dei temi territoriali padani.

A dire la verità, non serviva né un sondaggio né l’onestà intellettuale del politologo per arrivarci. D’altra parte l’unificazione d’Italia, la beatificazione della causa nazionalista, fa parte del processo di cannibalizzazione del centrodestra e dell’uomo solo al potere. Salvini ha virato dal verde al blu, il colore rassicurante della leadership forte. La questione settentrionale gli avrebbe solo fatto perdere tempo e voti.

Avrebbe potuto essere l’uomo della svolta, avrebbe potuto con i numeri che aveva, fare tutti federalismi che voleva. Eppure non è stato così. Il Russiagate, il caso Siri, l’errore di calcolo e la lentezza delle mosse nel dichiarare la crisi di governo, evidenziano un uomo senza ideali, ma solo idee di grandezza. Si è scelto gli uomini che si è scelto. Che arrivano da dove arrivano. Ci vorrà tempo perché la gente capisca la portata della mistificazione e il danno del populismo al Nord oltre che a tutto il Paese. E poi, sia ben inteso, i voti del Sud erano tutti voti di chi aspettava un dono in cambio. Chi per disperazione, chi per cultura, chi per trovare un nuovo interlocutore per fare affari.

Gratta gratta, grane non padane.

 

Corrado Callegari, responsabile Confederazione Grande Nord Veneto

 

 

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