Callegari: diffidate da chi promette l’autonomia in 15 minuti. Unico voto utile è al Partito dei veneti. L’autogoverno è uno solo!

di Corrado Callegari – Confesso che quando siamo partiti, pochi mesi fa, unendo le forze, diventando Partito dei Veneti, confederazione di tutte le anime autonomiste, federaliste, indipendentiste in campo, ho subito pensato che la strada non sarebbe stata in discesa. L’occupazione mediatica di chi detiene da decenni il potere fa la sua parte, eppure la sola vera novità politica sulla scena veneta siamo noi. E questo ha aperto le danze. Siamo stati in questo mese l’antagonista più concreto della campagna elettorale per la Regione, per il Comune di Venezia col candidato Stefano Zecchi, per i Comuni dove corriamo. Non abbiamo agitato lo spettro degli sbarchi per raccogliere consenso, o delle deficienze del governo debole su tanti fronti. Lo fanno tutti, è il coro di chiunque. Dopo destra e sinistra, appena girato l’angolo delle vecchie contrapposizioni, degli schieramenti storici, c’è il Partito dei Veneti. Da una parte c’è quello che siamo abituati a vedere da sempre. Partiti con la testa a Roma e le mani sul nostro territorio, emissari di imperatori che Roma non la mollano, anzi, si espandono da Roma in giù. E infatti si vede. L’autonomia viene promessa come il regalo di Natale se faremo i buoni. Quante autonomie ci sono, cari veneti? Una sola, quella che dovevamo già avere, da decenni. Perché dopo anni di Lega e centrodestra ancora non c’è? Come mai non un passo coraggioso verso il diritto all’autogoverno? La Regione è stata narcotizzata per mesi da conferenze stampa dalla sala della protezione civile. Le liste che appoggiano il governatore uscente sono ripartite secondo gli schemi voluti e imposti dalla segreteria di un partito che ha la base a Milano e la rete operativa nella Capitale e nel Sud. Da chi volete farvi rappresentare? Da quelli che usano lo slogan Prima la Campania? O che chiedono il Recovery Fund per il Sud? Ma forse le imprese venete, i disoccupati veneti sono meno meritevoli di attenzioni istituzionali o sono dei bauchi che in cabina elettorale votano ancora Democrazia Cristiana camuffata col nome di un altro partito che fa accordi con tutti e per tutto  tranne che per l’autonomia? Un voto agli altri è un voto che tutela gli interessi non del Veneto ma di chi del Veneto incassa il consenso per spenderlo su un altro tavolo da gioco. Ecco una rassegna stampa per togliersi l’anello dal naso. Chi è indeciso nel voto ora si decida.

Ansa – 7 dicembre 2017

«Chiediamo al governo ciò che 6,5 milioni di elettori in Lombardia e Veneto ci hanno chiesto di chiedere, ovvero 23 competenze che riguardano la scuola, la giustizia, il lavoro. Difficilmente il governo Gentiloni riuscirà a chiudere questa trattativa, altrimenti la trattativa con Maroni e Zaia la chiuderemo noi con il governo Salvini in un quarto d’ora». Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, conversando con i cronisti a Bolzano Fonte: Ansa 17:08

Siamo a Fieracavalli e in una intervista al dorso veneto del Corriere della Sera, è il 26 ottobre 2018, Matteo Salvini annuncia che entro l’autunno 2019 ci sarà l’autonomia.

Poi però Salvini saltano i programmi e se ne riparla in primavera. Notizia che il governatore veneto cavalca con piacere.

E’ infatti il 23 dicembre 2018 e il Gazzettino titola con la data o se si preferisce la scadenza del 15 febbraio 2019:

Attenzione, Zaia afferma: o passa o c’è crisi di governo.

Dichiara il presidente della Regione Veneto:

“Ora finalmente vedo il sole. Ho parlato con il premier Conte e il ministro Stefani che ci hanno fatto un bel regalo e sono sereno: o si firma l’intesa il 15 febbraio 2019 o questo governo va a casa perché il federalismo per la Lega vale quanto il reddito di cittadinanza per il M5S, è il nostro core business”.

E poi ancora:

“Segnatevi bene la data sul calendario”.

E poi che accadrà, presidente? Lei è davvero convinto che il Parlamento darà via libera a una riforma che cambia profondamente l’assetto istituzionale, allargando il divario Nord-Sud?

«La procedura è chiara, fissata dalla Costituzione: l’intesa firmata da Conte e Zaia viene convertita in legge e il governo la presenta prima alla Camera e poi al Senato per l’approvazione a maggioranza assoluta. Non sono ammessi emendamenti, si vota e basta. Quando dico che se non passa l’autonomia il governo va a casa, non racconto bugie: se salta la maggioranza politica su un tema così rilevante si torna a votare. La Lega non può abbandonare il federalismo. Mai».

Poi la scadenza qualche giorno dopo slitta di un mesetto.

Il 30 dicembre 2018 Il Gazzettino dà la notizia del nuovo annuncio salviniano: autonomia entro il 21 marzo.

E’ finita? Neanche per idea.

Il giorno dopo, il 31 dicembre, Il Gazzettino ribadisce l’asse Salvini-Zaia.

Il 31 maggio 2019 Salvini ministro annuncia l’autonomia per il 21 giugno dello stesso anno. Eccolo.

Il Mattino di Padova riprende Affari Italiani.

“L’Autonomia regionale deve essere approvata presto, prima dell’inizio dell’estate (21 giugno, ndr) deve passare sicuramente in Consiglio dei ministri e deve andare in Commissione. Il progetto è pronto«. Lo dice il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in un’intervista ad Affaritaliani.it”.

Ma ecco che arriva un coraggioso Fontana, siamo al 29 ottobre 2019, a minacciare che la Lombardia farà da sola e inizierà a legiferare sull’autonomia, a iniziare dalla scuola.

Ecco: (ANSA) – MILANO, 29 OTT – La Regione Lombardia è pronta a fare da sola, legiferando materia per materia, a partire dalla scuola, se dal Governo non arriveranno risposte sull’Autonomia differenziata. Il governatore Attilio Fontana lo ha detto interpellato sul punto a margine dell’inaugurazione del Padiglione Recordati all’Ospedale Buzzi di Milano. “Noi speriamo di non dover fare da soli perché vorremmo che l’Autonomia fosse letta come un’opportunità per tutto il Paese e che tutto il Paese potesse utilizzarla. Quindi ci auguriamo che ciò non avvenga. Ma se la risposta di dovesse essere assolutamente negativa, sì” ha detto Fontana.

Ma il 28 novembre 2019 il governatore lombardo minaccia…. e Lombardia Notizie sul sito istituzionale rilancia.

Poi arriva dicembre. Ecco Affaritaliani.it, siamo al 4 dicembre 2019.

 

 

 

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