Callegari: ci volevano dei morti e degli anni per scoprire il batterio killer all’Ospedale di Verona?

di Corrado Callegari – Sono morti quattro bambini, sono state infettate a quanto risulta 90 persone. La vicenda del batterio killer ha aspetti davvero sconcertanti.

La lettura di alcuni stralci del rapporto tecnico scientifico ci ammutolisce.

Il primo caso di positività al Citrobacter segnalata all’interno dell’Ospedale della Mamma e del Bambino di Verona risale al 10 gennaio di quest’anno “e nessuna comunicazione è stata inviata ad Azienda Zero”, l’organismo della Regione Veneto che coordina la sanità regionale.

Lo si legge nella relazione della Commissione ispettiva regionale, depositata il 28 agosto scorso. Dopo le prime notizie di stampa del novembre 2019 relative alla morte della piccola Nina “nessuna segnalazione – precisano gli esperti – su eventi epidemici è stata inoltrata” fino a una mail del 22 giugno scorso inoltrata dal Risk Manager aziendale all’Unita’ Rischio Clinico di Azienda Zero. Nella segnalazione si segnalano quattro casi di infezione da Citrobacter koseri presso la Terapia Intensiva Neonatale e uno presso la Terapia Intensiva Pediatrica nel corso del 2020. La relazione segnala quindi che “solo in data 22/6/2020 l’Uoc Rischio Clinico di Azienda Zero sia stata portata formalmente a conoscenza di cinque casi cumulativi”.

Ci rendiamo conto del quadro che si delinea? Nessuno sapeva niente, nel Veneto dell’eccellenza sanitaria, la regione che ambisce ad essere il punto di riferimento della ripresa? Qualche domanda occorre farsela, e non basta sentirsi dire dal governatore che ha appreso la notizia dai giornali. Vogliamo sapere di più.

Corrado Callegari – Partito dei Veneti

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