CALIGOLA, IL CAVALLO E IL SENATORE GIUSEPPE LEONI

di TONTOLO

Per gli orfani del Derby e del Bagaglino, a tutti gli appassionati del cabaret e dell’avanspettacolo, soprattutto del genere un po’ demenziale e surreale, resta la consolazione, ogni venerdì a mezzogiorno su Radio Padania, della trasmissione dei Cattolici Padani, condotta da quell’inimitabile comico di Giuseppe Leoni, il Petrolini della mutua.

Le sue gag che oltraggiano la sintassi sono spassose,  le sue interpretazioni della politica una straordinaria sintesi di Mario Appelius e Cetto Laqualunque. Ma dove da il meglio di sé è – da esperto aviatore – nei loop, nelle picchiate e negli avvolgimenti in caduta libera nella storia. Come la spiega il Giuseppe, non lo sa fare nessuno. E tutti possono finalmente capirla la storia.  L’ultima volta, ad esempio, ha spiegato che i “maestri comacini” erano dei muratori lombardi che lavoravano a Roma e che il termine Insubria, deriva da “terre insalubri”, che sarebbero poi state le rive del lago di Varese. Ciumbia! Quelli di Terra insubre dovrebbero occuparsi di chinino, alter che bàll!

É un grande il Giuseppe: un’altra volta ci ha raccontato di Carlo V a Canossa e poi che, scrivendo una lettera ai Galati, in realtà San Paolo l’aveva scritta ai Padani per via del fatto che tutti erano celti! Che era come se intrattenesse corrispondenza con Gemonio.

É un grande il Giuseppe! Fa bene l’Umberto a metterlo sempre capolista al Senato. Caligola aveva fatto senatore il suo cavallo: in mancanza di cavalli l’Umberto ha fatto senatore lui.

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