BOSSI: MARONI SEGRETARIO? DIPENDE DAL CONGRESSO

di GIANMARCO LUCCHI

 

«Questa è un’altra cosa, questo dipende dal congresso»: così Umberto Bossi ha risposto a chi gli chiedeva se Maroni sarà il segretario della Lega. «Tra me e Maroni – ha detto Bossi – si chiudono i casini». «Adesso chiudiamo le beghe, chi ha messo in piedi il caos della Lega voleva la distruzione della Lega. Non è stato un attacco a uno o all’altro è stato un attacco alla Lega». 

CALDEROLI APPOGGIA MARONI E SCARICA REGUZZONI

«Finalmente Bossi e Maroni si sono chiariti». Lo dice il triumviro della Lega Roberto Calderoli intervistato da Maria Latella su Sky. «Io – sottolinea – ho fatto un grande lavoro per impedire la rottura, anche quando Bossi fece la ‘fatwà per impedire a Maroni di parlare ai comizi». «Se Maroni sarà segretario lo sosterrò con convinzione. La mia condizione è che il chiarimento sia vero e definitivo perchè la Lega deve essere di tutti», aggiunge Calderoli.  E ancora: la scelta di Marco Reguzzoni alla presidenza del gruppo della Lega alla Camera è stato «un errore di Bossi». Secondo Calderoli Reguzzoni non andava bene perchè «non aveva le capacità anche psicologiche di guidare un gruppo» e perchè anche lui è di Varese, come Bossi e molti altri leader: «Troppi galli nel pollaio a cantare», commenta. Calderoli rivela di aver proposto a Bossi di sostituire Reguzzoni con Maroni: «Lo avevo convinto, poi lui cambiò idea . E fu un errore perchè da allora le tensioni che riguardavano Reguzzoni si trasferirono su Bossi». Quanto alle contestazioni di Gianluca Pini sui 90mila euro spesi da Reguzzoni, Calderoli dice: «I gruppi parlamentari hanno degli amministratori. Queste spese potranno essere verificate». 

SONIA VIALE NUOVO SEGRETARIO NAZIONALE LEGA NORD LIGURIA

L’ex capo della segreteria tecnica dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, Sonia Viale, Š stata eletta segretario regionale della Lega Nord della Liguria. Viale ha ottenuto 115 voti contro i 28 dell’altro candidato, Edo Chiappoli.

MARONI: LA LEGA NON CAMBIA, NON HA BISOGNO DI TRUCCHETTI

«Gli altri partiti devono cambiare nome e colori. La Lega Nord resta la Lega Nord e non ha bisogno di questi trucchetti». Lo ha detto Roberto Maroni oggi a Savona commentando l’annuncio di Angelino Alfano sulla prossima «rivoluzione» del Pdl. «Sono molto curioso di vedere la grande rivoluzione annunciata da Alfano» ha detto Maroni. «La Lega Nord – ha proseguito – resta la Lega Nord perchè ha la forza del suo progetto e noi siamo orgogliosi di questo progetto». Con Umberto Bossi, ieri a Besozzo, abbiamo chiarito un pò di cose». Lo ha detto sempre Roberto Maroni a Savona. La visita di Bossi «è stata una visita a sorpresa. Ha avuto parole lusinghiere sul mio conto, che mi hanno fatto molto piacere». 

«Siamo l’unico partito che ha fatto pulizia, prima o poi penso che anche negli altri partiti qualcuno andrà a guardare». Lo ha detto Roberto Maroni parlando con i giornalisti prima di prendere parte al congresso regionale ligure della Lega nord che si svolge oggi a Savona. «Abbiamo cominciato con forti ramazzate -ha aggiunto Maroni- e adesso ci impegnamo per la campagna elettorale e per i congressi. Questa è la pulizia vera della Lega. Fare i congressi, fare parlare e votare la base, stabilire quel controllo sull’operato dei dirigenti da parte dei militanti. Questo è il meccanismo che garantisce la pulizia interna al movimento. E oggi, qui in Liguria, c’è un passaggio importante in questa direzione». 

DAL LAGO: MARONI SEGRETARIO? BENE, DIPENDE DA COSA VUOL FARE…

«Maroni il segretario lo può fare, e bene anche. Dipende da cosa vuol fare Maroni…». Lo dice all’Adnkronos Manuela Dal Lago, reggente insieme a Roberto Maroni e Roberto Calderoli della segreteria della Lega Nord. La ‘triumvirà Dal Lago giudica quindi «positive» le dichiarazioni di Roberto Calderoli, sottolineando che l’ex ministro per la Semplificazione «ha sempre lavorato per l’unità del partito. La Lega è una -conclude- con Bossi, Maroni, Calderoli, Giorgetti e altri militanti». 

TREMONTI: I PILASTRI FORTI DELLA LEGA RESTANO

I «temi» sui quali la Lega è nata, i suoi «pilastri», «restano fondamentali». Lo ha detto Giulio Tremonti a ‘In mezz’orà. «Nella Lega ci sono due pilastri: la questione fiscale e quella federalista. Sono partite fondamentali, che restano», ha detto l’ex ministro assicurando: «Io sto nel Pdl e resterò nel Pdl finchè ci sarà il Pdl». Tremonti ha difeso il Carroccio: «Nel 2004 la Lega aveva il 4%, parlare di crollo cosa vuol dire? È tutto un pò relativo». Secondo l’esponente del Pdl la Lega ha già risposto allo scandalo che l’ha travolta: «I fatti nuovi ci sono stati, sono le dimissioni. È raro vedere un uomo che chiede scusa», ha spiegato in evidente riferimento a Bossi. «Ci saranno dei cambiamenti molto forti», ha aggiunto Tremonti. 

 

Adesso che Umberto Bossi e Roberto Maroni hanno rotto il ghiaccio che si era formato negli ultimi giorni, sembrano tutti felice e contenti. Il Senatur ieri ha fatto il primo passo e si è presentato a un comizio dell’ex ministro dell’Interno, dicendo chiaro e tondo che Maroni è il bene per la Lega e che lui lo appoggerà. Ergo, al congresso federale il vecchio “capo” non si candiderà e farà convergere il proprio peso sul leader dei “barbari sognanti”. Non devono essere stati giorni facili per Bossi, che a Gemonio deve aver resistito alle pressioni di coloro che volevano un muro contro muro, magari tirandolo dalla parte del Sindacato padano, una sorta di ultima ridotta dei bossiani di ferro. E il presidente federale con la sua mossa ha evitato il rischio di essere brutalmente archiviato e comunque si mantiene sul palcoscenico, tentando così di salvare i suoi e soprattutto di condizionare le mosse di Maroni.

Ora, però, che succederà con i cerchisti e i bossiani che in questi mesi non hanno perso l’occasione per picchiare su Maroni e i suoi? La partita rischia di essere solo all’inizio, ma per il momento meglio dare l’immagine di unità visto che le elezioni amministrative sono vicine, e continuare a dilaniarsi sarebbe stato come buttarsi dal burrone.

Uno che tira un grosso sospiro di sollievo per la ritrovata amicizia è sicuramente Roberto Calderoli, che rischiava di finire all’angolo con Il Senatur fuori dai giochi. E ieri, dopo le vicissitudini della casa in affitto, è tornato a parlare a tutto campo. «Credo che il capolavoro che ha fatto Bossi in passato sia stato quello della Lega Nord e di avere messo insieme Lega lombarda e Liga Veneta, Lega Piemonte e tutte le altre leghe per dare un peso specifico a un movimento che magari esisteva anche prima ma non aveva mai una rappresentatività istituzionale per poter determinare il minimo cambiamento» ha detto il triumviro bergamasco al termine di un incontro elettorale a Jesolo (Venezia). «Bisogna stare attenti in questi momenti – ha detto – a fare il percorso a ritroso ovvero a tornare alle tante leghine proprio quello che sconsiglierei a chiunque. Per quanto riguardo il Veneto mi sembra sia ben rappresentato in ogni sede e in ogni istituzione». Significativa questa uscita proprio a Jesolo, visto che da tempo nella pancia dei lighisti veneti monta la tentazione di tornare alla Liga della origini.

E sulle recenti dichiarazioni di Umberto Bossi sul buttare i soldi pubblici ha commentato: «Io sono sempre dell’idea che ogni volta che si butta via un soldo, anche se nel privato, sia una cosa che non va bene. Quello che non è ancora emerso – ha rimarcato Calderoli – rispetto a chi ha sostenuto che siano stati utilizzati i soldi del finanziamento pubblico, dimentica che questi sono i soldi che ha dato ciascuno di noi come eletto, come nominato. È evidente che si deve rispondere a queste persone ma questo non è un buon motivo per buttarli via, assolutamente».

«Rispetto ai sondaggi che sono usciti, devo dire che sono anche contento che il danno non sia così esagerato» ha aggiunto l’ex ministro, riferendosi forse all’ultima rilevazione in ordine di tempo, quella di Digis per Sky Tg24, secondo la quale la Lega sarebbe al 7% con circa tre punti persi nell’ultimo mese.

Infine una considerazione sulle inchieste: «Io credo che dopo lo tsunami, a mente più fredda si riuscirà ad avere un’idea della dimensione delle cose e mi sembra che giorno per giorno le cose si stiano ridimensionando. Non ho condiviso e non credo che nessuno di noi sapesse degli investimenti in Tanzania. Tra l’altro – ha concluso Calderoli – non c’entravano l’oro e i diamanti e l’importante per noi è che siano state restituite le somme investite».

BORGHEZIO: NON MI RINNOVANO LA TESSERA PERCHE’ HO CHIESTO TRASPARENZA

«È una vergogna. Sospendono un vecchio militante come me solo perchè mi sono permesso di chiedere trasparenza sulle carte amministrative e chiarezza sulle nomine di sottogoverno, nelle quali, grazie a Dio, non ho mai voluto mettere il naso». Lo ha dichiarato Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, in merito all’annuncio, da parte del responsabile organizzativo piemontese, di non rilasciargli più la tessera del partito. «Spero vivamente – aggiunge Borghezio – che l’azione di pulizia nella Lega non si fermi al Ticino».

«Evidentemente Borghezio dimentica, nonostante abbia ricevuto una raccomandata con ricevuta di ritorno, che la decisione del Consiglio federale di sospenderlo per tre mesi dalla carica di socio ordinario militante come prevede lo Statuto risale al 29 luglio 2011». Lo ha dichiarato Davide Cavallotto, responsabile organizzativo della Lega Nord in Piemonte. «Nella suddetta comunicazione – ha aggiunto – è previsto il suo reintegro solamente dopo il pagamento di tutti i suoi debiti nei confronti della Lega Nord. È evidente che la sua sospensione non ha nulla ha che fare con la sua recente ‘richiesta di chiarezzà, chiarezza che per noi, tra l’altro, è quotidiana».

 

BODEGA: MARONI? UN OPPORTUNISTA CHE ORA FA LA VERGINELLA

«Non mi dimetto dal Senato perchè qualcuno mi ha scelto, ma bisogna avere le palle per prendere certe decisioni, uscire dalla Lega. Io ho le palle, altri no. Maroni? Un opportunista, uno come tanti che adesso fanno le verginelle. Come faceva a non sapere dato che era sempre nella sala di comando?». Lo dice Lorenzo Bodega, ex senatore della Lega ora nel gruppo Misto, alla Zanzara su Radio24. Bodega, che ha lasciato la Lega dopo l’espulsione di Rosi Mauro, dice: «Viva la Mauro, viva i terroni nella Lega, sono sicuro che non ha preso un euro dal partito. Come si fa a mandare via una come lei che si è spesa così tanto, una che ha dato la vita per il leader? È solo una resa dei conti, una lotta per il potere». Ma Bodega attacca ancora Maroni: «Come si fa a trattare Bossi in quel modo? Mentre il capo piangeva sul palco, Maroni a Bergamo rideva con la ramazza in mano. Lui spiato? E per cosa? Non ci credo, è una bufala. Non ha carisma, con lui la Lega si spacca e al massimo arriva al 4 per cento». E ancora: «Con Belsito fa la verginella, ma lo ha nominato anche lui». Altri usciranno dalla Lega?: «Soprattutto a livello locale c’è molto malumore, ma in pochi hanno le palle come me e pensano di non poter vivere senza poltrona».

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