Calderoli, il leghista che non sa reprimere il berlusconismo che c’è in lui

di TONTOLO

Leggete per intero questa agenzia:

“Pregevole e anche coraggioso l’intervento di oggi di Berlusconi ma intriso di verità e di non verità. Da una parte ha avuto il coraggio di dire come non funziona Palazzo Chigi con la sudditanza verso l’Europa; dall’altra una non coerenza rispetto a quello che è successo e quello che succede: il suo è stato un intervento da segretario di partito con un programma che fa prevedere l’ennesimo predellino e un suo ritorno in campo che contrasta con la sua rinuncia a candidarsi”. Lo ha affermato il leghista Roberto Calderoli, sottolineando che il problema “non è il Pdl che raggiunga o meno la percentuale per governare”, ma che questo partito “ha fallito nella selezione della sua classe dirigente facendosi portavoce spesso degli interessi di casta o delle lobby con la netta prevalenza degli interessi del mezzogiorno a discapito del nord”. Ha aggiunto Calderoli, rivolto a Berlusconi: “E’ inutile maledire l’aumento delle tasse o dell’Imu o porre il problema di Equitalia quando lui e il suo partito hanno già votato per la reintroduzione dell’Imu, per l’aumento delle tasse e per lo stato di polizia tributaria. Caro Silvio – è infine l’invito di Calderoli – molla da subito Monti, molla le lobby, le caste che sono dai tuoi rappresentate, molla il Sud assistenzialista e noi saremo pronti per tornare a dialogare”.

Morale: proprio al senatore bergamasco non riesce di nascondere il berlusconismo che c’è in lui.

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