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Busto Arsizio, l’emblema dei lombardi senza palle. Senza bandiera e orgoglio

di GIUSEPPE REGUZZONIbusto

Busto Arsizio, una mattina come tante, con una spruzzata di neve che sottolinea che siamo nei “dì de la merla”. Una sciura scende dal fuoristrada, intabarrata nella sua pelliccia ed entra dal panettiere. Già, il fuoristrada: una volta era uno status symbol, come la pelliccia, ora è una quasi necessità, per chi se lo può permettere, perché, usciti dal rettangolo ordinato della zona pedonale, le buche nelle strade fanno pensare alla periferia di una città medioorientale. Colpa del patto di stabilità, che, pealtro, non impedisce costosi ed esotici patrocini.

 

Dov’è la bandiera lombarda?

Lo sguardo cade sul portone del municipio, dove fanno la loro bella figura quattro bandiere: Italia, Unione Europea, Comune e ONU. Manca quella della Lombardia che, per quanto provvisoria, sarebbe obbligo esporre. Non è solo una questione di bandiera o, meglio, è questione di che cosa sia o rappresenti una bandiera. Per il lombardo medio, evidentemente, nulla. E qui un’amara constatazione si impone: ai Lombardi manca l’orgoglio, manca quel senso di appartenenza che una bandiera esprime, quando non sia imposta per legge. Aperti sul mondo, ma senza l’orgoglio delle proprie radici, non a caso ben nascoste. Non è solo colpa di una classe politica spregiudicata e cinica. Ben espressa dai parlamentari leghisti di Lombardia? Sarà anche per questo se nessuna delle prime cariche della Repubblica italiana è originaria di sopra la Linea Gotica. Lumbard, paga e tas.

 

Non va lontano chi non ha radici

Il vizio è più profondo e antico di questi grigi decenni leghisti, ed è, ancora una volta, simbolicamente espresso dall’immagine della sciura in pelliccia e fuoristrada. La Lombardia è stata tradita dalla sua borghesia, prigioniera di se stessa e incapace di orgoglio identitario, perché è la borghesia la classe dirigente di un Paese. Sarà anche per questo che gran parte dei figli di questa borghesia o si istupidiscono con lo sballo o fuggono verso il terzo mondo (i più sensibili) a fare i volontari. Busto Arsizio simbolo del Nord: senza orgoglio, ma con la bandierona dell’ONU al posto della propria. Non va lontano, chi non ha più radici.

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5 Comments

  1. Ma vi ho raccontato no che in scuola media nel mio paese in prov. di TV c’era un preside (di un certo colore) che aveva fatto mettere delle targhette o cartelli indicatori per circolare tranquilli nella scuola medesima..?
    Beh, erano scritte in tutte le lingue tranne in lengoea veneta.
    Cosi’ glielo feci notare un di’ che ero andato li’ per certi altri motivi:
    Signor preside, gli dissi, la devo rimproverare per una certa cosa che ho notato in questa scuola.
    Vede, signor preside, ho notato dei cartelli indicatori e delle targhette entrambi scritti in tutte le lingue, ma perche’ non c’e’ quella veneta..?
    Driblo’ l’argomento e se ne ando’.
    Dopo un mese era sparito tutto.
    Anno Domini 1995.
    Certe situazioni le ho vissute davvero tutte.
    Come anche, per precisare, che i serenissimi veneti non devono dirsi leghisti, ma lighisti che deriva da LIGA che poi sia VENETA e’ fuor di ogni dubbio.
    Purtroppo e’ cosi’ e se certe cose le vedo io ignorante, perche’ non scrivo come vuole l’italia, come mai non le vede anche l’italiano sapiens..?
    Credo sia proprio questione di CASACKA.
    La KST ha lavorato bene in tutti questi anni di una e indivisibile.
    Perdonate l’ardire…
    Salam e bacio le mani.

  2. COME A TREVISO..! (lo scivo da piu’ di dieci anni).
    In Piazza dei Signori a Treviso (piazza del film Signore e Signori) non vedo mai la mia bandiera quella dei veneti per l’appunto.
    Ci sara’ o no un perche’..?
    Diciamo che tutti lo sanno ma nessuno si muove nel senso giusto..!
    Eppure dicono che Treviso e’ dei trevixani e cioe’ dei serenissimi veneti..! (Dire solo veneti vuol dire veneti italiani che non corrisponde a verita’).
    In Lombardia sara’ uguale e KOMPAGNO..?
    Ma certo, siamo talmente KOMPAGNI che nessuno ci fa piu’ caso se sta sotto o sopra come per esempio stanno i nord africani…
    I nord africani hanno tutti i KOMANDI KIAVE in mano.
    Quindi possono mettere o togliere le bandiere a loro scomode..! Che ricordano il PASSATO magari di SERENISSIMI.
    Da queste parti e’ dovuto arrivare il sudde a darci una mano per impiantare stabilmente la mafia.
    Noi da soli non ce l’avremmo mai fatta. Anzi. Noi non si pensa a certe cose.
    Cosi’ il sudde ha in mano proprio tutto: e lo stato e l’anti stato, la mafia appunto..!!
    Eheee… che vuoi che sia… tu polentone lavora che noi mescoliamo il frutto del tuo lavoro..! Eh… minchia…
    Noi siamo per i posti di concetto, mentre tu polentone da sempre per cui ILOTA hai solo un posto da occupare: quello del lavoro… magari pesante che cosi’ quando sei stanco non ti passano certi pensieri (indipendentisti per esempio) per la testa.
    Le bandiere non servono a nulla se non alimentare quei BRUTTI PENSIERI che sono il PECCATO..!!
    Guai PECCARE dato che siamo tutti cristiani e crediamo alla RESURREZIONE DELLA CARNE… non dei POPOLI..?
    Minchia, ma sei fissato con i tuoi BRUTTI PENSIERI: pensi sempre all’INDIPENDENZA ehee…
    Te la do io l’indipendenza. In galera finisci se continui a pensarla in quel modo..!
    POLENTONE: o stai fermo e ti facciamo na mazza che nemmeno te lo immagini..!
    Basta con uei BRUTTI PENSIERI e A LAVORAREe..!!!!
    Bacio le mani… e li piedi.

    • Complimenti Luigi! Nulla di più vero di quello che così crudamente e causticamente hai appena descritto circa il vuoto ci coscienzae e di nerbo della borghesia lombarda! Ma, vi è un ma. Il popolo lombardo come quello veneto sono stati capaci , e lo sono ancora, di scatti di ribellione e di libertà che hanno fatto la storia delle nostre regioni, o meglio delle nostre Nazioni. Prima che sia troppo tardi qualcuno, del e nel popolo, si sta muovendo in quella direzione. Così come il Jihad è un dovere per ogni musulamo, partecipare alla volontà di indipendenza lo è per ogni Lombardo e Veneto. Personalmemte sono convinto che: NESSUNO E PIU’ FORTE DI COLUI CHE GUARDA AL FUTURO ORGOGLIOSO DEL PROPRIO PASSATO”. Indipendenza Lombarda è oggi piccola impresa politica, ma il suo afflato è dormiente in tutti i lombardi e in tutti i veneti. Aiutamone il risveglio con il nostro esempio. Il Leone di San Marco è già sveglio dal lungo sonno sabaudo e forte della corona ferrea che a Cividale del Friuli ha visto nascere il primo Stato del Lombardo Veneto, può tornare a ruggire, questa volta non con il libro ma con la spada. Domenica 15 febbraio all’hotel dei Cavalier, come è stato pubblicato da questo giornale, festeggeremo i serenissimi e le loro famiglie. Le assicuro che saremo in tanti. Mi piacerebbe conoscerla in quell’ambiente di speranza e di lotta. Aldo Moltifiori.

      • Grazie Aldo, non merito dato che sono piuttosto ignorante. Vorrei sapere di piu’ ma anche se leggo poi dimentico dopo due ore. Sono diciamo impedito per non dire di piu’.
        Per essere presente, lo ero sempre dove si manifestava e purtroppo vedevo sempre i soliti pochi volti. Questo mi faceva arrabbiare. Adesso non esco piu’ tanto di casa se non per qualche ora.
        La sorte e’ anche questa e la vecchiaia lavora sottobanco: deve o no distruggerci..?
        Essere distrutti dalla natura non fa male e non e’ male, ma essere distrutti dai politicanti…. diventa dura la digestione..!
        Comunque ho ancora uno spirito attivo. Dove posso semino e trovo che a volte e’ proprio dura.
        Il nord ha bisogno di LEADERS. Beh, anche il sud ma io penso per il nord, poi se ho tempo pensero’ anche per il sud.
        .
        A dire il vero, sarebbe da pensare prima per il sud, eliminare certe cariche che loro qua occupano e NESSUNO NE PALA..!
        .
        Poi, una volta liberati quei posti chiave, pensare a noi.
        Ovviamente con la nota formula che non usa armi (compresa la psicologia) ma solo la volonta’ del popolo. Sara’ mica etichettata populismo, parola molto usata dai populisti e proletari komunisti..?
        Un cordiale saluto.

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