Caro sindaco, celebrare Napoleone in Veneto è offensivo

di MASSIMO BUSATO*

Spettabile Valerio Avesani, sindaco di San Martino Buon Albergo, Adolf Hitler è stato un genio militare e sociale di prim’ordine. Fra le altre aveva risolto il problema delle minoranze etniche in Europa. La genialità di Stalin si è dispiegata, invece, nell’arte di convincere milioni di persone a trasferirsi “di propria volontà” da un capo all’altro dell’Urss nel giro di pochi giorni e senza preavviso. E che dire di Pol Pot ed il suo programma di educazione culturale “spontanea” dei contadini cambogiani? Avrebbero dovuto assegnargli il Nobel per la cultura. Solo seguendo la logica di queste premesse possiamo tentare una spiegazione sul motivo che ha indotto l’Amministrazione di San Martino Buon Albergo a decidere di celebrare la figura di Napoleone nei giorni del 10 e 11 Novembre in concomitanza con la sagra di San Martino, coinvolgendo loro malgrado in questa scioccante iniziativa perfino i ragazzini delle elementari. Si sta cercando forse di guastare l’amor Patrio già a questa età? Come possono i discendenti di coloro che si sono sollevati in massa contro gli invasori napoleonici rendere omaggio a quel Bandito che ha saccheggiato il Veneto, massacrato senza pietà migliaia dei suoi abitanti, tolto l’indipendenza alla millenaria Serenissima Repubblica Veneta? E’ un mistero che sindaco e giunta dovrebbero spiegarci. Simili iniziative ci fanno sorgere il sospetto che forse i loro antenati, in quel periodo a cavallo fra il XVIII e XIX secolo non fossero di queste parti. Ma se la Giunta di San Martino non è Veneta Doc, la stragrande maggioranza degli avi dei Sanmartinesi e dei paesi contermini della provincia vivevano proprio qui, e moltissimi di essi oltre a patire le devastazioni del piccolo dittatore Corso hanno imbracciato forche e fucili per cacciarlo dalla Patria ferita.

Alcuni di essi hanno preferito la morte nel nome di S. Marco alla schiavitù sotto lo straniero più odiato d’Europa che si autodefiniva “il nuovo Attila dello Stato Veneto”. I nostri antenati sono insorti in massa nelle famose Pasque Veronesi, le sollevazioni contadine durante il quindicennio del Regno Italico instaurato da Napoleone non si contano e sono culminate, nel 1809, in un anno di insorgenza generale dal Cadore al Po passando per la Valpolicella, Zevio, Legnago, San Bonifacio. Celebrare il massacratore dei propri avi è vergognoso ed offensivo in primis verso i cittadini di San Martino. Se per far affluire qualche persona in più alla sagra paesana la pochezza culturale del momento porta a celebrare criminali del calibro del piccolo dittatore Corso non si vede che razza di “memoria” possiamo poi pretendere di trasmettere alle nuove generazioni. Ci sono esempi di Patriottismo ed Orgoglio Veneto che hanno espresso i nostri Padri durante le devastazioni napoleoniche che meriterebbero, al contrario, d’essere raccontate e portate d’esempio.

Mi offro quindi per organizzare un convegno sul periodo napoleonico affinché gli storici possano raccontare i fatti accaduti anche ( e perfino!) fuori dal periodo della sagra paesana. Se pure l’Amministrazione (come lo scrivente) considera le righe introduttive di questa lettera non l’espressione delle propria convinzione ma un paradosso, chiedo fin da ora il Patrocinio del Comune di San Martino per la proposta in oggetto assicurando da subito la massima collaborazione.

*Veneto Stato

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