Buon Natale Nord! Con Avvento, e congressi, non è arrivato il Messia ma il Camaleonte verde

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di STEFANIA PIAZZO – Aspettative, promesse e sogni. Auguri al Nord disarticolato dalla crisi. Che tira dritto nonostante 110-120 miliardi di residuo fiscale e che si è assuefatto alla necessità di essere Stato e non popolo. L’identità sbiadita e sentita come un accessorio si fa in disparte. L’opportunismo politico non ha portato alcun “messia” liberatore, piuttosto c’è il grande lucertolone, il Camaleonte del cambiamento. Cambia idee, proposte, progetti, a seconda di quello che vede e capta. E’ un antesignano, il Camaleonte, dei politici di facebook, che si fanno replicanti di quello che la gente vuole sentirsi dire.

Il Nord fa impresa, fa economia, esporta,  fa fiere, ha la Borsa. E’ una cosa a se’. E non ha un leader. Sembra apolide. La Catalogna, nonostante tutto, ha  un governo in esilio. La Scozia avanza come un treno e chiede un secondo referendum per la secessione e decide di restare in Europa.
Il Nord invece?  La scuola, competenza regionale, non gli interessa, i provveditori arrivano da Roma. La cultura non interessa, dall’ultima generazione di politici, un discorso di senso compiuto non si sente. Tranne parlare di legge elettorale ad personam.
L’opacità sovrasta il nulla. Anni fa era apparsa una speranza di cambiamento, che partiva dal Nord per contagiare tutto lo Stato. Ora è il peggio dello Stato ad aver contagiato la speranza trasformando la tattica in furbizia e repressione dei sogni. Il Messia non era il Messia, e l’Avvento fatto dal Nord non arrivò mai al suo Natale. Lo abbiamo già scritto, e lo ribadiamo. Sapranno Lombardia e Veneto riscattarsi? Come ci piacerebbe raccontarlo.
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