Breviario sul declino dell’Italia

italiadi GIANLUIGI LOMBARDI CERRI – L’Italia è in declino. In spaventoso declino. Se va avanti di questo passo uscirà presto dalle nazioni industriali per entrare nel terzo mondo. Sopratutto perchè  guidata da politici  inetti, inconfrontabili perfino con I politici di trenta anni fa , che non erano certo il non plus ultra. Indipendentemente dal partito o dall’idea politica. Non esistono attualmente idee importanti e costruttive. Hanno solo in testa i gay, le scissioni dei partiti, i pettegolezzi politici e quant’altro.

Storia industriale del nord e del sud

Al sud la grande industria è assente, salvo qualche isola tipo Finmeccanica che , peraltro, mani inesperte tentano di distruggere. Al nord le grandi industrie sono o sparite o ridotte di dimensioni. Dove sono Montedison, Snia Viscosa, Olivetti, Brown Boveri, e tantissimi altri ? Ferrero e Fiat e Del Vecchio si sono praticamente trsferite all’estero e la piccola e media industria è fallita o si è dimezzata  o si è trasferita anche lei. E al sud? Non mi si venga a dire che il  sud , una volta era fortemente industrializzata. Balle! Se un popolo , e lo ha dimostrato il dopoguerra , ha mentalità e capacità industriali , anche se viene spianato fa riemergere le sue antiche capacità.

Al sud è riemersa solo la mafia. E l’agricoltura? Il sud non è mai riuscito a schiodarsi dalla cultura del latifondo e si presenta solo con pochissime specialità come ad esempio la mozzarella (quella non taroccata ) e l’olio. Al nord i politici, succubi dell’Europa, agiscono sempre in funzione demolitoria. Perfino nelle arti e negli sport l’Italia è l’ombra di un tempo. Dove sono I grandi artisti ed I campioni sportivi?

Perchè tutto questo? Il progresso cammina sulle gambe degli uomini e, pertanto vediamo le principali caratteristiche delle etnie presenti .

Al sud : Intelligenza molto viva, ma visione miope dei problemi.Risolvere subito e a poco prezzo l’immediato. Scarsità di tenacia. Mancanza di senso della collettività.Tendenza ad addossare ad altri le responsabiltà.

E’ chiaro che con queste caratteristiche non si sviluppa niente, salvo, parossisticamente, l’impiego pubblico.

Al nord: Intelligenza meno brillante, ma più profonda. Capacite di  perseguire con tenacia gli obbiettivi. Costanza nello studio. Tendenza negativa di farsi avanti.

Con queste caratteristiche il progresso al nord è stato fatto grazie alla presenza di personaggi carismatici e di grande valore tecnico-organizzativo. Cito Olivetti, cito Donegani, cito Loro Piana, cito Ferrero, cito Del Vecchio  e decine di altri. Senza personaggi validi lo sviluppo è pressocche zero. Al nord, come al sud non c’è più niente e, recentemente, Renzi ha ben rappresentato il vuoto culturale delle due aree. Pieno solo di vacue parole e di una presunzione da premio Nobel. E la sua qualità è autorevolmente confermata da quella dei suoi collaboratri-cortigiani. Do per scontata  l’eccellenza ancora attuale della moda. L’Italia eccelleva nel settore della meccanica . Ora la rimasta FINMECCANICA alla quale per farne in silenzio lo spezzatino hanno cambiato nome in Leonardo.

Unico settore che ancora può sventolare la bandiera dell’eccellenza è quello delle macchine utensili. Ma fino a quando? Eccelleva nel settore energetico, nella costruzione e nella gestione delle dighe . Enel ha dichiarato che non svilupperà più in Italia il suo core business. Eccelleva nel settore nucleare. Dalla Fisica nucleare all’ingegneria nucleare. Eccelleva nel settore della farmaceutica sino a quando una serie di geni politici ha stabilito che ci si doveva dedicare alla chimica primaria ( tutta fallita senza eccezioni) e non alla chimica fine.

In parallelo alla carenza di leader industriali al nord è avanzato il potere del sud nella burocrazia statale e nella politica. Invadendo il nord ha spazzato quel poco di buono che era rimasto. La moneta cattiva scaccia sempre quella buona. La situazione che si è venuta creare con questa disatrosa scalata è stata oltre alla lenta distruzione dell’industria il drammatico degrado culturale della scuola e conseguente assenza di investimenti in ricerca. A tutto questo si aggiunge un ribasso dei sentimenti di sfida e di rischio della massa giovani che , troppo spesso cercano di rimanere all’ombra protettiva dei genitori.

Mentre quelli validi, checchè ne dica il barsportista Poletti , se ne va all’estero E CI RIMANE.

Stante questa disastrosa situazione pensate a che succederà quando la decadente cultura attuale si miscelerà alla cultura da età della pietra degli immigrati. I quali, secondo Papa Francesco rappresentano una grande risorsa (sic!) Se tanto mi da tanto!

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