BRESCIA: SOFFIA LA POLEMICA FRA SPADONI E TECNOLOGIA

di ARTURO DOILO

In queste ultime settimane Brescia è scossa da notizie che intrecciano strani ordini cavallereschi, in particolare il Gran Priorato Santi Apostoli, club di ritrovo di alcuni importanti esponenti provinciali della Lega Nord,  e polemiche relative a interventi di investimento privato che pure hanno a che fare sempre con qualche esponente leghista.

Cominciamo da questa seconda parte. Ne ha scritto anche l’Indipendenza, dando notizia di una polemica che investe il Comune di Castrezzato (giunta Pdl-Lega con sindaco la pidiellina Gabriella Lupatini). In particolare una consigliera di opposizione, Marilena Scalvini, leader di “Alternativa democratica” ha puntato il dito contro un’iniziativa che prevederebbe  l’utilizzo di un’area  industriale di 190mila metri quadrati da adibire a “Polo Tecnologico”, proprio a ridosso della nuova autostrada Brebemi.  Ciò che la consigliera d’opposizione ha denunciato – e che il giornale di Brescia ha riportato – è il progetto per la costruzione di un bunker per l’archiviazione di documenti, un centro di ricerche sulle energie alternative e un call center. Il tutto su quel grande appezzamento di terra  per volere di due società (Mesit e Secoges), il tutto per un investimento stimato in 15 milioni di euro, che per la Scalvini pare insostenibile: “Oltre alla nostra contrarietà sullo spreco di suolo – ha sostenuto la rappresentante della minoranza in una intervista al quotidiano di Brescia – le società chiedono al Comune 30mila metri quadri gratis per 99 anni oltre a sconti sugli oneri di urbanizzazione”. Di più: “Considerato che è previsto un bunker interrato non vorremmo che tutto ruotasse attorno alla volontà di scavare per estrarre e vendere ghiaia”. La consigliera “democratica” ha inoltre fatto sapere al giornalista che la intervistava “che a promuoverla ad un’amministrazione dove la Lega è in maggioranza sono state la Mesit, una società con 17 dipendenti e un capitale sociale di 100.000 euro, alla cui guida si trovano proprio l’onorevole leghista Davide Caparini, insieme ad alcuni famigliari. E la Secoges della famiglia ‘Colosio’ che ha quattro dipendenti e un capitale sociale di 100.000 euro”.

Per la verità, così come è stata posta, la notizia appare  incompleta. Innanzitutto pare che l’interessamento del Comune di Castrezzato a ospitare questa operazione sia arrivato in seconda battuta, quando l’amministrazione comunale ha saputo di contatti fra il vicino Comune di Trenzano e gli operatori privati. A quel punto la Giunta si è fatta avanti, offrendo la disponibilità dell’area in questione, che rimarrà inutilizzata non essendo toccata dai lavori della Brebemi. I contatti si sarebbero limitati per ora a una proposta di intenti.  Poi c’è stata la seduta del consiglio comunale dove la consigliera Scalvini ha sollevato la questione ed è esplosa la polemica.

A quanto se ne sa l’operazione Polo Tecnologico che inizialmente era prevista a L’Aquila, è stata spostata nel Bresciano proprio perché al pool partecipano anche  la Mesit e la Secoges, che hanno già la loro sede in zona, ma non sono le uniche aziende partecipanti. Il Progetto di Centro di Ricerca, di Energia, Ambiente e Nuove Tecnologie  è infatti promosso dal Consorzio Calcolo e Ricerche (CCR), formato da Consorzio Nuove Energie (Mesit S.r.l. e Secoges S.r.l.), S.R.S. Servizi di Ricerche e Sviluppo S.r.l., S.R.S. Engineering Design S.r.l., Engineering Design International S.r.l., pro-sal Progettazioni Salentine S.r.l.

Mesit e Gruppo Se.Co.Ges. sono dotate di proprie sedi, quindi non sarebbero alla ricerca di una nuova sede,  e l’intervento proposto avrebbe come unico scopo quello di insediare un Centro per la ricerca e l’innovazione con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati (tra cui figure professionali quali ingegneri, fisici, ricercatori in discipline scientifiche, dottori di ricerca) in collaborazione con le Università e i principali centri di ricerca d’Europa. Il Consorzio Calcolo e Ricerche (CCR) sta trattando con SOGIN l’apertura di una Scuola di radioprotezione (settore cruciale per la riqualificazione delle aziende edili) e con ENEL Distribuzione il nuovo centro auditing. La previsione sarebbe quella di far lavorare da subito all’incirca una 50 di ingegneri e altri 50 operatori di varia estrazione.

Da ambienti vicini al Consorzio Calcolo e Ricerche (CCR) fanno poi sapere che nessuna delle aziende coinvolte ha fatto o ha intenzione di fare attività cavatorie. E ovviamente si intuisce che se l’operazione del Polo Tecnologico dovesse incontrare ostacoli insormontabili in quel di Brescia, il Consorzio tornerà a reindirizzare i propri programmi in quel de L’Aquila.

E veniamo al “Gran Priorato Santi Apostoli”. Intorno a questa singolare associazione fatta di messe tradizionaliste, mantelli bianchi e spadoni, da tempo conduce un’inchiesta il sito Tempo Moderno, che si definisce un gruppo di lavoro, progressista, riformista e socialista. Nell’articolo in cui si fa l’elenco degli affiliati alla commanderia bresciana, guidata dall’ex consigliere regionale del Carroccio Corrado Della Torre, Tempo Moderno parla di “ tale Arici, consigliere di amministrazione di una società corrente in Darfo Boario Terme, denominata Sviluppo Tecnologico srl, partecipata da soggetti istituzionali della Valle Camonica (comune di Angolo Terme, farmacia comunale di Cividate Camuno, comune di Rogno, comune di Monte Isola, Assocamuna), da molte società tra cui l’emittente televisiva della valle (+Valli.TV SpA) e da altre persone ancora. Presidente del consiglio di amministrazione è Bruno Caparini”. Vale a dire il padre di Davide, esponente storico della Lega bresciana, imprenditore e membro del consiglio di sorveglianza di A2A.

Strani intrecci societari sotto l’egida di “cappa, spada e messe antiche”? Può anche essere. Sta di fatto che oggi Sviluppo Tecnologico Srl è un operatore privato delle telecomunicazioni, dal quale gli enti pubblici inizialmente coinvolti sono usciti, e che ha portato in Valle Camonica la banda larga dove prima esisteva solo il doppino e ha attualmente 1500 clienti. La Provincia di Brescia, che nell’operazione banda larga in Valle ha investito fino ad oggi circa 4 milioni di euro, non è ancora riuscita a ottenere alcun risultato, nonostante l’operazione sia partita circa otto anni fa.

Tutto ciò nel tentativo di essere più precisi intorno a quanto è stato  tirato in ballo in questo singolare intreccio di Priorati e società tecnologiche. Certo questa vicenda dei mantelli bianchi, che secondo alcuni dal 2009 ad oggi non si sarebbero riuniti più di quattro-cinque volte, sorprende per la quantità di esponenti leghisti coinvolti: sarà il fascino esercitato dagli spadoni, che forse richiamano l’Alberto da Giussano. Sta di fatto che questa congrega si è caratterizzata per la presenza padana e a suo tempo ha visto la partecipazione anche dell’assessore regionale Monica Rizzi, la tutrice politica del Trota, che però poi è stata espulsa per “dichiarazione mendace” quando si è saputo che la laurea in psicologia, che aveva giurato di possedere al momento dell’adesione, era solo una bufala. Sta di fatto che dopo la cacciata della Rizzi e l’uscita del suo fidanzato sono cominciati a correre i pettegolezzi e le soffiate intorno al Priorato, spifferi che in un certo senso vanno di pari passo con la spaccatura in seno alla Lega, con la Rizzi e altri esponenti schierati sul fronte dei bossiani e i Caparini e il vice sindaco di Brescia Fabio Rolfi, anche lui cavaliere, collocati dalla parte dei maroniani.

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