Bossi torna secessionista: non possiamo più restare in Italia

di REDAZIONE

Di fronte a quello che considera il «fallimento» dello Stato italiano, il presidente della Lega Umberto Bossi è convinto che «il punto di non ritorno è già passato, non possiamo restare in Italia: c’è solo una strada, la secessione». Bossi lo ha detto intervenendo a una festa del Carroccio in provincia di Varese. Bossi ha preso spunto dal discorso pronunciato prima di lui dal presidente della Provincia di Varese, Dario Galli, che aveva invocato uno sforzo per «padanizzare il resto d’Italia» al più presto.
LA PADANIZZAZIONE – «Non dobbiamo padanizzare l’Italia – ha attaccato Bossi – dobbiamo mandarla a fanculo». E questo soprattutto perchè, secondo l’ex ministro delle riforme, «non è possibile pensare che Roma possa cambiare: Roma vuole solo il nostro portafoglio». A questo punto Bossi ha ripreso il discorso sulla macroregione alpina, avviata con un patto firmato di recente in Svizzera, che ricorda ormai ad ogni comizio e che è «un passo già fatto» verso l’indipendenza della Padania. «Ho lasciato la segreteria federale della Lega – ha detto ai militanti di Golasecca – con grandi progetti, uno è l’euroregione padana-alpina». In questo contesto a suo giudizio si inserisce infatti il futuro del Nord Italia. Del resto, ha concluso il presidente della Lega, l’unità d’Italia «l’hanno fatta all’estero, quindi così come l’han fatta possiamo anche disfarla»: e «la nostra bandiera è una sola, il Sole delle Alpi, non il tricolore».

Fonte: www.corriere.it

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