BOSSI: “ERRORE ANDARE A ROMA”. PANICO TRA I LEGHISTI

di ARTURO DOILO

L’inchiesta che sta coinvolgendo la Lega Nord, e che ogni giorno si allarga scoperchiando fatti nuovi, obbliga Umberto Bossi a calcare il piede sull’acceleratore delle boutade: “A posteriori andare a Roma è stato un errore e adesso bisogna fare la guerra, la battaglia per la libertà del nord che dopo tanti anni d’Italia e di Roma ne ha piene le scatole, vuole l’indipendenza”. Lo ha detto “il capo” in un comizio elettorale a Como, pensando probabilmente di essere ancora a Ponte di Legno, da dove per anni ha lanciato anatemi e promesse senza alcun risultato. A Bossi è anche stato chiesto se corrispondano al vero le voci secondo cui Flavio Tosi, una volta rieletto sindaco a Verona, ambisca a fare il parlamentare. Ecco la risposta: “Spero sempre – ha risposto il presidente della Lega – che nessuno vada più a fare il deputato a Roma, me compreso. Andare a Roma è stato un errore. Quando siamo andati sul Po e a Venezia dovevamo lanciare la lotta di liberazione, perchè se gli dai tempo lo Stato si organizza e ti mette i mafiosi”.

Già, “dovevamo, pensavamo, credevamo…”. Promesse da marinaio, che oggi non hanno alcun peso ed alcuna credibilità, considerato che il gioco della “Lega di lotta, Lega di governo” è stato ampiamente smascherato, ancor prima che le vicende che han coinvolto Belsito, Rosi Mauro e “the family” finissero sotto l’occhiuta sorveglianza dei pubblici ministeri di una sfilza di procure.

Tra una domanda e l’altra, Bossi ha insistito con la tesi del complotto, secondo cui “le inchieste puzzano, considerato che a Reggio Calabria – con tutta la mafia che hanno – hanno tempo per cercare i rapporti fra la Lega e la ‘ndrangheta”. E, per completare l’opera ha definito l’Italia “Un paese di merda”, dimenticando che da vent’anni in quel lodo ci ha sguazzato alla grande, trasformando il Carroccio in un arnese della peggio partitocrazia italiana.

In vista della tornata elettorale, seppur limitata alle amministrazioni locali, Bossi e Maroni sanno che i sondaggi danno un sensibile calo di voti per la Lega Nord. Non è un caso che a Treviso Bossi passi quasi in incognito onde evitare troppe contestazioni. Sarà per queste ragioni che l’idea del presidente del partito è quella di rilanciare lo slogan “Basta Roma, via da Roma”? A parte il fatto che le bugie hanno le gambe cortissime, dopo l’idea di abbandonare la capitale in Lega si è sparso il panico. Sta a vedere, han pensato decine di parlamentari e clientes padani, che adesso ci tocca davvero andare a lavorare…

 

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