Bossi non lascia e raddoppia: pronto a ricandidarmi come segretario

di GIANMARCO LUCCHI

Il Senatur proprio non vuole fare il pensionato e rilancia. Umberto Bossi e’ determinato a presentarsi come candidato segretario al prossimo congresso federale della Lega Nord. “Bisogna mantenere assieme la Lega e io sono un fattore di unione, se non mi ripresento, divido la Lega”, sostiene il presidente del Carroccio, in un libro-intervista a cura del giornalista di ‘Libero’ Matteo Pandini e pubblicato nella collana digitale de ‘Linkiesta.it’ dal titolo ‘La Versione di Bossi’. Il riferimento del senatur e’ all’assise che Roberto Maroni, capo dei ‘lumbard’ dal congresso del 1 luglio, ha detto di voler tenere “nell’autunno prossimo o al massimo nella primavera del 2014” per eleggere il nuovo segretario. L’ex ministro dell’Interno ha, infatti, chiarito che lascera’ il posto se sara’ eletto governatore lombardo, ma anche in caso di sconfitta alle regionali del 24-25 febbraio.

“Ho buone possibilita’ di vincere al congresso”, sostiene Bossi. Il libro di Pandini e’ frutto di un lungo colloquio in cui il fondatore della Lega affronta diversi argomenti: Maroni, Berlusconi, i rapporti con la sinistra, il futuro della Lega, la sua famiglia e lo scandalo sui rimborsi elettorali del movimento che ha portato alle sue dimissioni, nell’aprile scorso. A poche settimane dal voto, Bossi rivendica di avere ancora voce in capitolo in via Bellerio: “Le decisioni le prendiamo sempre assieme. Mi sono sfilato da tutti quelli che volevano far casino. Non ci sono piu’ io ma e’ lo stesso…”. “Do un giudizio negativo” su chi ha lasciato la Lega, dice, anche se “sono stati fatti errori” come alcune espulsioni. Il presidente della Lega rivela di voler riesaminare alcuni casi, per esempio quello di Rosi Mauro con cui si vede spesso a cena, ma solo dopo le elezioni. Parole positive per Maroni, che “ha gestito una situazione di merda” e che scagiona quando parla dello scandalo che ha travolto la Lega: non fu il Viminale ma qualcuno a Palazzo Chigi, accusa Bossi, a usare i servizi segreti e a nascondere al partito di via Bellerio i movimenti dell’ex tesoriere Francesco Belsito. L’anziano capo padano spiega chi e perche’ aveva portato Belsito nella Lega, e rivela che suo figlio Renzo se ne e’ andato “lontano” dopo le polemiche e gli scandali, rimborsi regionali compresi. Buono il giudizio sul segretario del Pd Pier Luigi Bersani (“E’ intelligente”), mentre verso il candidato governatore in Lombardia, Umberto Ambrosoli, usa parole taglienti: “Fuori Milano non lo conosce nessuno”. E Berlusconi? Secondo il senatur ha sempre mantenuto le promesse ma ha sbagliato a gestire il Pdl: “Ha interrotto la comunicazione tra la base e i vertici”. Sulle elezioni, sia regionali lombarde che politiche, Bossi e’ infine convinto che il centrodestra riuscira’ a vincere. A quel punto, a Palazzo Chigi (e anche all’Economia) vedrebbe “bene” Giulio Tremonti, che difende dalle critiche di alcuni leghisti.

L’ebook “La Versione di Bossi” costa 0,99 euro e si può scaricare da domani sul sito de Linkiesta.it e sugli scaffali virtuali Book Republic, Amazon e Apple Store L’autore, Matteo Pandini, classe 1980, è nato a Lecco ma è cresciuto a Bergamo. Ha cominciato a lavorare nella redazione orobica de Il Giorno, per poi passare alla catena free press E Polis e quindi a Libero dove si trova tuttora. Ha collaborato anche con altri quotidiani locali e agenzie.

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