BOSSI: LA LEGA NON HA RUBATO, HA SOLO SPRECATO SOLDI!!

di GIANMARCO LUCCHI

«La Lega non è il Partito socialista, il Psi che aveva rubato i soldi e ha preso tangenti. La Lega i soldi li avrà sprecati, ed ora è meglio che venga fuori tutto per ripartire». Lo ha detto Umberto Bossi, parlando ad un comizio a Conegliano per la campagna elettorale. Bossi ha parlato all’esterno d’albergo, davanti ad una piccola platea. D’altra parte nei giorni scorsi c’erano state polemiche e s’era detto che il Senatur avrebbe incontrato solo i militanti per timore di contestazioni, come d’altra parte ci sono state l’altra sera a Crema. In Veneto, inoltre, il presidente della Lega non è mai stato del tutto amato e le ammissioni fatte a Conegliano non aiuteranno probabilmente a risalire la china.

«Nella Lega ci sono solo lombardi e veneti, non ci sono mafiosi» ha affermato Bossi tornando sulla tesi del complotto ai danni del suo partito per le vicende legate all’affaire Belsito. Quanto al coinvolgimento dei suoi figli, Bossi ha detto ai militanti che «se sono entrati nella vicenda è perchè masticano Lega fin da piccoli e con essa sono cresciuti ed hanno voluto entrarci».

«La Lega – ha aggiunto – è pronta a cambiare quelle parti del movimento che non funzionano, ma noi dobbiamo andare avanti nel nostro progetto per realizzare la nostra cattedrale che è la Padania». «Nonostante le pietre prese – ha insistito – la testa è dura quindi si va avanti. Dopo la batosta correremo più di prima». «Il Nord non si sconfigge – ha concluso – è inutile che Roma si dia tanto da fare, noi siano liberi».

Bossi spera che i giorni peggiori per lui, e per la Lega, passino in fretta. «Vivo male questi momenti – confessa alle telecamere a Conegliano – non avevo capito chi era quello lì», dice riferendosi all’ex tesoriere Belsito, anche perchè «cercava di agganciare i miei figli». «La Lega continuerà, non finirà. Le parti sbagliate si cambiano», assicura. Quanto alla possibilità di lasciare lui stesso la politica, Bossi dice: «Non posso ritirarmi, altrimenti la gente penserebbe che altri hanno colpe. Io – sottolinea – ho fatto la Lega. La gente non lo dimentica». 

IL CARROCCIO PREPARA LA RIVOLTA CONTRO L’IMU CON I SUOI SINDACI
Intanto la Lega sta preparando la ‘rivolta fiscale’ contro l’Imu, facendo leva sui propri sindaci. L’iniziativa che sarà promossa martedì prossimo, è stata spiegata da Roberto Maroni: l’aria che si respira è di campagna elettorale in vista delle amministrative di domenica prossima, e il Carroccio sta cercando di recuperare terreno.

La «rivolta fiscale» contro l’Imu è stata annunciata appunto da Maroni. Verrà lanciata martedì a Zanica (Bergamo), in occasione del ‘Lega Unita Day’, il secondo raduno per esorcizzare lo spettro degli scandali che hanno toccato il partito. «Promuoveremo – ha detto l’ex ministro dell’Interno – la disobbedienza civile e l’opposizione fiscale, in modo da non mettere nei pasticci i cittadini». «Coinvolgeremo i nostri oltre 500 sindaci – ha aggiunto Maroni – perchè diano copertura a chi aderirà alla nostra iniziativa. La gente non deve scendere in piazza, ma deve fare obiezione fiscale. Allora sì che salterà il banco». Sono proclami che anche in un passato non proprio recente furono lanciati dai leghisti, ma i risultati allora (lotta contro il canone Rai) furono disastrosi. Vedremo stavolta come verrà impostata l’operazione.

Maroni spera di intercettare la rabbia di tutti i sindaci, che il 24 maggio hanno in programma una manifestazione promossa dall’Anci. I primi cittadini sono arrabbiati, come ha spiegato oggi Giuliano Pisapia, perchè essi devono far pagare l’Imu ai cittadini ma l’imposta andrà tutta nelle casse dello Stato, mentre quelle dei comuni sono davvero in crisi.

Addirittura Pisapia ha aperto alla possibilità di convergenze tra sindaci e Lega: «Se ci sono, su battaglie giuste, possibilità di unità di intenti e di azione credo sia dovere di un amministratore perseguirle». E Piasapia ha convenuto pure sulla giustezza di un’altra proposta di Maroni, quella che i comuni disdicano il contratto con Equitalia per la riscossione delle imposte comunali: Cosa prevista, peraltro, dal decreto sviluppo del 2011 e mai attuata dai sindaci per la difficoltà di riscuotere in proprio. Tant’è vero che Piasapia ha escluso che Milano lo faccia. «Vadano avanti i piccoli comuni» ha detto.

ALFANO APRE ALLA LEGA. MA MARONI PER ORA CHIUDE LA PORTA

Il Pdl non esclude un riavvicinamento con la Lega Nord dopo le prossime amministrative. A ribadirlo è il segretario, Angelino Alfano, a margine di un incontro ieri, a Verona. “Non escludo affatto che dopo le elezioni ci possa essere un riavvicinamento con la Lega, anzi lo auspico perché il Pdl e la Lega hanno governato insieme per anni e hanno assicurato stabilità e devo dire anche riforme importanti al nostro Paese”, ha spiegato.
Roberto Maroni ha sottolineato però che tutto verrà deciso con i militanti al prossimo congresso federale a fine giugno. “Ringrazio per la generosità dell’amico Alfano, e lo dico in senso ironico – ha detto Maroni a margine di un comizio a Jesolo – ma la Lega deciderà autonomamente che cosa fare al congresso federale”. Il leader del carroccio ha poi sottolineato di aver girato “molto in questi giorni. In queste settimane ed ho incontrato i militanti per spiegare quello che sta succedendo e sentire i loro umori. Mi pare – ha osservato – che la stragrande maggioranza, anzi la quasi totalità, hanno condiviso la scelta di andare avanti da soli alle amministrative e sono orientati in questa scelta anche in futuro per le prossime elezioni politiche. Questo il sentimento più diffuso e ci sono altre valutazioni che faremo al congresso federale”.

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