Bossi dal Papa si scopre un genio: è quello il problema!

di TONTOLO

Nel corso di un incontro privato con Benedetto XVI, Bossi ha chiesto di illustrargli alcuni dei motivi dell’efficienza e della forza della macchina organizzativa della Chiesa.
«Si defono avere collaboratori efficientissimi. Ti faccio federe”. Suona un campanello e in un batter d’ali compare nello studio il Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone.
«Eminenza – gli si rivolge il Pontefice – è fig-lio di suo padre e di sua madre, non è suo fratello né sua sorella. Chi è?» «Sono io!» Risponde fulmineo Bertone.
«Hai fisto che prontezza ed efficienza?» commenta sornione Benedetto XVI.
Bossi se ne parte pensoso e convoca il giorno dopo in Via Bellerio i suoi capataz e pone a ognuno di loro la stessa domanda: « É figlio di tuo padre e di tua madre, non è tuo fratello, non è tua sorella. Chi è?» Lo chiede a Calderoli, a Belsito, a Bricolo, al pio Leoni e a tutti gli altri e ne riceve solo un imbarazzato mutismo. Bossi si infuria, li insulta e li caccia via dal suo ufficio.
In disparte la sciura Marrone ha assistito silenziosa alla scena, si fa avanti e domanda: «Giusto per curiosità, Umberto, ma chi dovrebbe essere?»
«Non chiedermi perché, Manuela, ma è Tarcisio Bertone!»
In una conversazione telefonica riportata dalla stampa, lady Macbeth-Bossi ha dichiarato: «Essendo Bossi un genio, ha potuto essere sempre contornato da imbecilli. Tanto faceva lui. È quello il problema!»

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