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Assegni su casa, figli e scuola. Quanto vale il “secondo stipendio” degli stranieri?

di STEFANIA PIAZZOsindaci italiani

Proviamo a fare due conti e a ipotizzare una somma tra tutti i “benefit”, i bonus alle famiglie straniere presenti nei Comuni e alle quali i Comuni garantiscono sostentamento e aiuti. La somma finale è una cifra importante, potrebbe essere assimilata ad una sorta di secondo lavoro, una seconda busta paga erogata dal Municipio. Vediamo di capire di che si tratta. Chiedete ad un sindaco a quanto ammonti il costo del welfare nel suo Comune e a chi sia destinato il bilancio dello stato sociale, cioè dei contributi a chi è in difficoltà. Parlando con un funzionario, B.P., che opera negli uffici dei conti di uno dei nostri Comuni, emergono dati  sconcertanti.

Assegno per affitto: 900/2000 eur0

Partiamo dalla pietra, anzi, dal tetto. “L’assegno di sostegno all’affitto – ci spiega libri contabili alla mano – varia a seconda del canone e del reddito familiare, tenendo conto ovviamente del numero di minori presenti (o anche dei disabili). In questo caso, il primo numero da annotare è quello di un minimo di 950 euro l’anno fino a 2000 euro l’anno. Si tenga presente che se l’affittuario è in morosità, va a rivalersi sull’assegno messo a disposizione dal Comune. Paghiamo noi per chi non paga”.

Assegno maternità: 1.700 euro

Figli ne nascono sempre meno mentre il tasso di natalità cresce grazie alla presenza di stranieri. I nuovi nati sono quasi tutti loro. Le famiglie di stranieri non sono quasi mai senza due-tre bambini che rallegrano la casa. “L’assegno di maternità, per figlio, è di 350 euro per cinque mesi – precisa il funzionario -. Il che vuol dire in un anno 1.700 euro”.

Assegno terzo figlio: 1.700 euro

Riprende il tenore dell’assegno di maternità.

Bonus bebè: 960 euro

Sono 80 euro al mese per i bambini nati a partire dal 2015.

Dote scuola: 300 euro

Niente paura se si fa fatica ad arrivare a fine mese e non ci sono i soldi per i libri di testo. “L’ente passa fino al secondo anno delle superiori dai 200 ai 300 euro”.

Incognita bollette

Se la famiglia ha difficoltà a pagare le bollette, spazzatura, acquedotto… il Comune che fa? “Il Comune interviene e aiuta”, ribadisce il funzionario.

Migrazioni interne

Ma c’è un nuovo fenomeno che pare interessare le anagrafi di numerosi comuni. Non c’è più da registrare, secondo il funzionario, l’arrivo di popolazione straniera, quanto piuttosto i loro trasferimenti da Comune a Comune dopo qualche anno di permanenza in un territorio. “Spesso ci troviamo a dover far fronte a situazioni di morosità – ci spiega – perché vi sono nuclei familiari che non onorano l’affitto di casa, e così l’assegno per la casa viene dirottato al padrone dell’appartamento, che ne può far richiesta per vedere onorato il mancato impegno”.

Permessi di soggiorno: la Questura controlla il reddito?

“Al momento di rinnovare il permesso di soggiorno, ci siamo accorti che spesso e volentieri, evidentemente perché oberati di lavoro e di richieste, gli uffici delle questure non stanno a verificare, come per il primo rilascio, il reddito del richiedente. I successivi permessi non sono quindi sempre emessi a fronte di una copertura economica che consenta allo straniero di farcela da solo, con le sue gambe”. Ma tanto, ci pensano le casse del sindaco.

Vogliamo fare un totale “populista”? Eccolo: 6.660 euro.

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