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Boni, residuo fiscale e salari differenziati. Pensiero nordista? Sì, di Grande Nord

di Davide Boni – Leggo con interesse questo fondo di Fabio Rubini e lo condivido, pur non essendo d’accordo su tutto. Mi piace la presa di posizione di Fontana, forse tardiva ora cambierà il governo e il precedente non si è mosso. Sono un tantinello, se mi permette, critico sulla questione del costo 0, visto che la matematica non è un opinione, un contratto integrativo versato dalle Regioni è (per forza di cose) una aggiunta ai costi storici romani. Faccio l’esempio: se oggi un insegnante in Campania vive, poniamo, con 1200 euro al mese (premetto non conosco lo stipendio degli stessi), per cui vi è un trasferimento dello stato (di soldi sempre nostri alla fine, cioè una partita di giro) della stessa cifra (così recita il costo 0), le risorse per il contratto integrativo Regionale, sarebbero fondi non trasferiti ma direttamente presi dalle casse e tasse regionali, quindi costo 0 un tubo, costi in più per i Lombardi (ricordo, sommessamente, i 56 miliardi di residuo fiscale). Quindi se Autonomia deve essere, può essere soltanto il processo iniziale, con trattenimento del residuo fiscale (di parte naturalmente) e di gabbie salariali, per arrivare ad un sistema o Federale o Confederale.Questo è il mio pensiero, è un pensiero Nordista? Si è un pensiero di Grande Nord. #Daestaovest

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