Boni: Conte vuole un fisco progressivo? Pronti! Residuo fiscale, al Nord che versa di più non potete più dare di meno

di Davide Boni – Presidente Conte, ci fa piacere sentirle dire che “questa crisi deve essere un’occasione per superare i problemi strutturali e ridisegnare il Paese”.
Un’idea dei problemi strutturali io ce l’ho, e lei? Ha presente un nord e un sud diversi, appena appena un pochino? Con esigenze diverse, due economie lontane anni luce, sbocchi diversi di mercato, due diverse manifatture (quelle sopravvissute…).

Lei dice: “Dobbiamo fare i conti con l’emergenza economica e sociale. Ci rendiamo conto dei ritardi, ci rendiamo conto che ci stiamo confrontando con una legislazione che non era affatto pronta a erogazioni così generalizzate. Di questi ritardi ho chiesto già scusa e stiamo intervenendo per pagare più velocemente bonus e ammortizzatori sociali”.

E’ lo Stato, presidente, troppo lento e troppo burocratico, che è il vero motore del disastro. E finché resterà tale e quale non cambierà nulla. O lei dice di cambiarlo altrimenti non serve dire che la situazione era eccezionale. Lo sarà sempre, nei ritardi e nell’incompetenza di burocrati nati per esercitare potere, non un servizio.

Infine viene la parte più interessante…

Le afferma: “Occorre una seria riforma fiscale. Il nostro fisco è iniquo e inefficiente e su questo stiamo lavorand. L’ultima riforma fiscale è di cinquanta anni fa: serve una reale progressività coniugando lotta al sommerso per restituire risorse a tutti i contribuenti. Sicuramente ci metteremo nella condizione di fare pagare tutti e tutti meno”.

Una idea di progressività io gliela darei subito. Chi paga di più non può ricevere di meno. Ecco, la prima progressione si chiama residuo fiscale. Noi qui in questa terra versiamo tantissimo e riceviamo meno di quello che lo Stato incassa.

Partiamo da qui? Ma purtroppo anche se parlamentari del Nord a Roma non ne mancano, e siccome la loro priorità non è rappresentare il territorio ma chi il territorio non lo rappresenta più, anche questa volta andrà buca. Vada avanti così, presidente, che i conti li faremo più avanti.

 

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