Bologna solleva la questione dell’autonomia finanziaria dei Comuni. Sala si lamenta che Roma dimentica Milano. Ma a Roma che ci sta a fare la Lega?

Due fatti, insieme, portano alla stessa domanda. Che ci fa la Lega a Roma? Settimane fa il sindaco di Milano ha polemizzato contro il governo per il Pnrr avaro di risorse per il Nord e per i trasferimenti esigui, dopo quanto Milano versa a Roma. Ieri il sindaco di Bologna riapre le danze facendo sapere che i Comuni, in generale, non ce la faranno a sopportare il carico del rincaro energetico. Il  sindaco Matteo Lepore, forte di un bilancio virtuoso, non nasconde la sua preoccupazione per il prossimo futuro e chiede il sostegno del Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del presidente dell’Anci regionale Luca Vecchi e del numero uno delle province Michele De Pascale: “Dobbiamo incontrarci con tutti i sindaci dei Comuni capoluogo della Regione e preparare insieme un pacchetto di proposte per il governo – propone Lepore – perche’ i nostri comuni che sono virtuosi nella gestione dei bilanci non possono rimanere indietro e rischiare il default”.

E prosegue: “L’Emilia-Romagna e’ la regione che di piu’ puo’ dare un contributo al resto del Paese anche in termini di idee. E’ ora che ci facciamo avanti”. Per Lepore, e’ importante che le proposte al governo si facciano insieme: “Dobbiamo andare a Roma non a trattare ognuno per se’, questo e’ un grandissimo errore, imperdonabile, abbiamo bisogno di fare squadra a livello metropolitano e regionale”.

Parla l’Emilia Romagna. Tacciono la Lombardia, il Veneto, il Piemonte, la Liguria…

Bonaccini fa eco a Lepore. “I Comuni – tutti, grandi e piccoli – sono elementi vitali del nostro sistema Paese in generale, in Emilia-Romagna in particolare. Dove fare squadra e’ da tempo una prassi consolidata”, aggiunge. Il problema delle risorse per i Comuni, per Bonaccini “e’ senz’altro reale: gli effetti della crisi energetica e dell’inflazione montante si aggiungono oggi ai tanti bisogni sociali e di inclusione a cui le amministrazioni locali sono chiamate a fare fronte”. Lo stesso bilancio della Regione,” peraltro, e’ fortemente sotto stress: ai costi eccezionali per la gestione della pandemia degli ultimi due anni si aggiungono oggi gli extracosti per l’energia (che colpiscono ovviamente di piu’ proprio i territori come il nostro che dispongono di strutture e servizi)”. “Al pari del Comune di BOLOGNA, anche la Regione Emilia-Romagna riuscira’ a far fronte a queste difficolta’ – come avvenuto nel 2021 e come vedremo a luglio, con l’assestamento di bilancio, per il 2022 – grazie a una gestione virtuosa delle risorse ma non senza difficolta’ e sacrifici, soprattutto nel momento in cui siamo chiamati a sostenere investimenti straordinari pubblici e privati”, conclude.

Come il Veneto e la Lombardia, l’Emilia Romagna nel 2018 aveva preparato l’accordo per attuare l’autonomia con il governo e le altre due regioni referendarie. Scommettiamo che tornerà a parlarne prima di altri?

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