Boldrini, Wanda Osiris sprecona: 150 mila euro per una seduta agostana

di GIORGIO CALABRESI

Teatrino polemico ieri alla Camera tra Laura Boldrini e alcuni deputati di M5S e della Lega nord per la convocazione ‘agostanà per la presentazione del Dl sul femminicidio. E per essere il 20 di agosto si sono presentati in tanti: 104 parlamentari, Presidente della Camera esclusa. Una seduta della Camera che ha mantenuto tutte le premesse della vigilia di nervosismo, accese polemiche ed espressioni al limite dell’insulto, anche verso lo scranno più alto della Camera. Laura Boldrini ha difeso, spiegato, citato il regolamento e le norme della Costituzione ma è stato tutto inutile; Lega e M5S l’hanno attaccata per la convocazione «mordi e fuggi» per il decreto sul femminicidio. Le accuse sono state principalmente due: i costi della seduta (in Aula Lega e M5S danno la cifra di 150.000 euro spesi in una sola giornata) e il fatto che non si siano fatti altri passaggi parlamentari oltre il semplice ma dovuto «incardinamento» del Dl entro i termini costituzionalmente corretti.

E così la seduta squisitamente «tecnica» si è trasformata in una bagarre politica con un duro e frontale attacco personale alla Presidente tanto da far dire a Paola Binetti (Sc),a fine giornata, che «è sembrata una aggressione di branco» contro una donna che ha cercato di «mantenere la calma». Politicamente parlando l’M5S ha puntato a mostrare l’inutilità di un «rito» parlamentare chiedendo di entrare subito nel merito del decreto; la Presidente ha ricordato i precedenti e che tutto, compresi i tempi della discussione, è affidato ai presidenti delle due commissione che dovranno esaminare il decreto nel dettaglio. Oggi non si poteva fare altro. Il tutto con il contorno di ‘botte e rispostè in Aula, polemiche accese, definizioni ‘borderlinè come quella di «Donna Prassede» presa di peso dai Promessi sposi e affibbiata alla Boldrini da Gianluca Bonanno (Lega) che aveva esordito in mattinata definendo la Presidente una «Wanda Osiris sprecona». L’M5S ha insistito, come la Lega, sui costi «sterili» della seduta senza alcun seguito concreto; «soldi che si potevano spendere diversamente», ha detto l’M5S.

La Boldrini ha rintuzzato le critiche e anche le definizioni polemiche rivoltegli accusando l’M5s di immaturità politica («Mi dispiace davvero che il livello sia questo e che si ricorra a questi espedienti») e respingendo al mittente le accuse di ‘protagonismò rivoltegli dalla Lega con più interventi in Aula. «Aver convocato come atto dovuto l’Aula non credo che sia protagonismo. Semmai un semplice adempimento». «Si è trattato di polemiche del tutto pretestuose» – ha detto alla fine la Boldrini -che «riescono solo ad allontanare i cittadini dalle istituzioni». Queste – ha aggiunto con evidente tensione la Presidente lasciando l’Aula – «Sono le scelte di chi non ha argomenti». E mentre si fanno i conteggi dei presenti e degli assenti il Pd propone di anticipare la riunione degli uffici di Presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia al 27 di agosto per sveltire i tempi di esame, proposta ratificata in serata dopo che l’M5S aveva risposto con un «Presente; noi sempre pronti a lavorare». L’anticipo dei due uffici di Presidenza che dovranno stilare il calendario dei lavori alla fine è l’unico risultato concreto della giornata: «Quando è necessario la Camera lavora giorno e notte», commentano all’unisono i Presidenti delle due Commissioni interessate, Sisto e Ferranti. Nel corso del dibattito Pd e Sel hanno criticato fortemente Lega e M5S e Guglielmo Epifani ha avuto alla fine buon gioco, lui unico leader in Aula, a sottolineare che oggi i deputati del Pd erano molti di più dei ‘grillinì:«Mi sembrava giusto esserci. Ho visto che noi c’eravamo; eravamo una cinquantina, più dei grillini…» E dal M5S – con Luigi Di Maio – arriva una replica piccata «Noi pochi? No, abbiamo voluto evitare di venire qui a farci la foto ricordo o la passerella come ha fatto il segretario del Pd».

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