CATALUNYA: PROPOSTO IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI SPAGNOLI

di REDAZIONE

La rappresentante del Governo spagnolo in Catalogna, Maria de los Llanos De Luna, ha incominciato una crociata contro i comuni catalani che non fanno sventolare la bandiera spagnola (un centinaio) e li ha denunciati per portarli in tribunali e costringerli a rispettare la legge sull’esposizione delle bandiere del 1981 che obbliga a far sventolare quella dello Stato centrale in tutti i palazzi pubblici.

Da una parte il sindaco di Vic, e presidente dell’AMI (Associazione di Municipi per l’ Indipendenza) Josep M. Vila D’Abadal, ha fatto un passo indietro e ha dichiarato che sarà meglio compiere i desideri della signora delegata per non entrare in questa guerra che considera perduta.

Per contro il sindaco di Gallifa, Jordi Fornas (foto) e il consigliere del comune di Arenys de Mar, Alex Acero, eletti per conto del partito “Solidaritat Catalana per la Independència” (SI), in compagnia del Presidente di “Catalunya Acció” (CA), Santiago Espot, organizzazione alla quale sono iscritti entrambi gli eletti, hanno fatto una dichiarazione alla stampa il passato venerdí 8 marzo in pieno centro di Barcellona.

Espot, ha letto un comunicato annunciando il proposito dei due comuni e di CA di incominciare un boicottaggio dei prodotti spagnoli che si vendono in Catalogna, e ha invitato gli altri comuni minacciati dalla Llanos De Luna a seguirli. Ha dichiarato che gli spagnoli, da tempo, boicottano i prodotti catalani e bisogna rispondere con le stesse armi, come misura di difesa delle aziende, i lavoratori e la società catalana nel suo complesso. Acero, ha detto che i pescatori catalani subiscono da anni una discriminazione da parte dello Stato per cui, ricevono un aiuto fino a sette volte minore (dallo Stato)  durante il periodo di riserva di pesca a tutto vantaggio dei pescatori spagnoli meglio equipaggiati, i quali, finito il periodo di stop alla pesca, vengono sulle coste catalane con battelli piú potenti e preparati, lasciando i pescatori locali senza pesce in quattro giorni.

Fornas ha dichiarato che questa è una guerra, fatta con armi non convenzionali e ha invitato i sindaci minacciati a seguire l’esempio di Gallifa e appendere al muro una bandiera spagnola di misure ridotte (foto sopra) per potersi difendere davanti ai giudici quando arrivi il momento del processo. Come al solito, i media spagnoli hanno dato più rilievo alla notizia con riferimento ai voleri della rappresentante spagnola.  L’eccezione viene dai mezzi digitali e da Facebook, che invece permettono la conoscenze delle notizie per quel che sono realmente. E la Rete è una delle nuove “armi” a cui fa smento il sindaco di Gallifa.

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