BOCCIATURA DELLO STATUTO VENETO? ERA PREVEDIBILE

di LORIS PALMERINI

Non mi ero preoccupato di guardare questo “statuto” proposto da un Consiglio regionale eletto illegalmente. Sì, eletto in violazione dei diritti del Popolo Veneto in base alle leggi che l’Unione Europea ha stabilito supreme dal 2009, come la Carta sulle minoranze nazionali. Il Consiglio regionale del Veneto è stato eletto fin dal 1997 in violazione del diritto dei veneti al bilinguismo, a campagne elettorali bilingue, a scuole e cartellonistica stradale bilingue come tale norma garantisce, norma europea che va rispettata cogente dal 2009.

Di fronte alle nostre ragioni la Corte di Cassazione ha semplicemente trovato un trucco per non rispondere, in questo andando contro sé stessa e le sue pronunce che in passato hanno sempre riconosciuto come preminente il diritto Europeo e internazionale su quello interno.

La stessa Costituzione Italiana mette in ordine di importanza prima i diritti umani e linguistici, poi il diritto internazionale, poi lo Stato Italiano.

La Regione Veneto non è altro che un pezzetto dello Stato Italiano. Lo dico da 10 anni almeno, ma ho dovuto aspettare il 2007 per vedere che la Corte Costituzionale lo affermasse chiaramente, quando la Regione Sardegna tentò di fare un’Assemblea Costituente del Popolo Sardo, cosa ben più ardita di questo tentato scippo di denari della Regione Veneto.

Uno scippo, perché l’idea che una Regione non autonoma possa decidere sulle proprie finanze, o perfino dichiarare l’indipendenza, è un’idea tanto sciocca che nemmeno un principiante del diritto arriverebbe ad affermarla.

Il fatto che lo Statuto sia stato bocciato perché conteneva una previsione di autogestione delle risorse in base alle necessità, era più che scontato che sarebbe stato impugnato e poi annullato. Certamente la Corte Costituzionale darà ragione al Governo, sta nella stessa costituzione che non è materia regionale.

E’ del tutto strampalata e senza fondamento anche l’idea di Veneto Stato che la regione possa fare un referendum per l’indipendenza: verrebbe immediatamente commissariata dal Governo come è nel suo diritto, perché la Regione è cosa loro.

Altra cosa è invece la possibilità che il popolo veneto si autogoverni attraverso proprie istituzioni autodeterminate secondo il diritto internazionale: di fronte a questo la Regione, come lo Stato, il Comune e la Provincia, semplicemente vi si devono adattare perché imposto dal diritto internazionale, e se questo ancora non è successo, perché le istituzioni di autogoverno esistono dal 1999, è perché i partiti “venetisti” fanno confusione e impediscono l’affluenza della massa critica ad esigere il rispetto della legalità internazionale.

Purtroppo i veneti vengono orbati da giornalisti compiacenti che sostengono movimenti di distrazione, che servono certamente mantenere le cose come stanno, invitando i veneti a “sperare” in qualcosa che non arriverà mai da Roma, come l’autonomia, il federalismo o un referendum per l’indipendenza.

Basti pensare che il primo “movimento dei sindaci” nacque già nel 1910 e proprio in Veneto, un secolo fa, e chiedeva già allora il trattenimento del 20% delle tasse, cosa per altro promessa dall’Italia, che si era impegnata a pagare ai comuni Veneti i danni di guerra: i comuni stanno ancora aspettando!

La bocciatura sullo Statuto regionale è solo il bollino di certificazione che i finto-eletti non sanno da dove si comincia per la difesa del territorio, oppure fanno solo finta per dire “io ci ho provato”, ma senza alcuna seria capacità e metodologia.

Sarebbe cosa onesta e giusta che i partecipanti alla commissione di elaborazione dello statuto si dimettessero in blocco, per non dire che dovrebbero dimettersi anche tutti coloro che hanno votato la proposta.

Se si vuole l’autonomia c’è una sola via, e soltanto una: riconoscere le Istituzioni di Autogoverno e trasferire loro i poteri, per altro atto dovuto per le leggi internazionali.

www.palmerini.net

 

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