Blocco stipendi, gli statali annunciano la rivolta

di REDAZIONE

Lavoratori della sanita’ e della scuola in trincea: dopo il via libera definitivo da parte del Cdm al regolamento che proroga al prossimo anno il blocco della contrattazione e degli automatismi degli stipendi per i pubblici dipendenti, i sindacati si preparano a dare battaglia e annunciano “un autunno caldissimo”. L’Usb risponde con lo sciopero generale il 18 ottobre e avverte: “I lavoratori pubblici non ci stanno ad essere rosolati a fuoco lento, dunque scenderanno in piazza con rabbia e determinazione. Di caldo ormai non c’e’ solo l’autunno, ma l’intero anno”. Le organizzazioni sindacali della scuola sono sul piede di guerra. La scelta fatta dal governo e’ ritenuta “inaccettabile” sul piano del merito e della procedura tanto da Cgil-Cisl-Uil, quanto da Gilda, Cobas, Cub, Usb. “Siamo pronti a tutte le iniziative di mobilitazione fino allo sciopero generale”, dichiara il segretario generale della Flc Cgil Mimmo Pantaleo – Tra i dipendenti pubblici e gli insegnanti la questione salariale e’ ormai a livelli drammatici”. “Se il governo non provvedera’ tempestivamente ad affrontare e risolvere le questioni atto – afferma Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola – e’ molto difficile immaginare un avvio di anno scolastico privo di tensioni”. “Insieme agli altri sindacati, promuoveremo una azione di mobilitazione che per rispetto a famiglie e studenti non riguardera’ il primo giorno di scuola, per far cambiare idea al Governo – annuncia il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna – Ci attendiamo una convocazione per discutere e trovare le soluzioni”. “Non siamo disponibili a discutere della parte normativa del contratto senza affrontare anche la parte economica – fa notare Pantaleo – E’ un metodo inaccettabile.

I contratti sono bloccati dal 2009 e fermano anche gli scatti d’anzianita’: la situazione e’ disastrosa. Non possono pagare sempre dipendenti pubblici e professori”. “E’ evidente che il governo sta cercando lo scontro – sostiene Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda – e noi non resteremo in silenzio. Metteremo a punto una strategia di lotta per ottenere la restituzione degli scatti 2012 e per protestare contro questo ulteriore colpo basso di Palazzo Chigi”. Per il rinnovo dei contratti e l’aumento dei salari, Cobas, Cub e Usb hanno gia’ proclamato lo sciopero generale il 18 ottobre. Solo lo Snals resta in una posizione di attesa: “Naturalmente siamo contrari al blocco dei contratti – afferma il segretario generale Paolo Nigi – ma per ora le questioni della scuola sono state scorportate dal Decreto del Fare. Aspettiamo di saperne di piu'”. Sulla stessa linea i medici. “Incurante della protesta della sanita’ e dello sciopero dei Medici e dirigenti sanitari del 22 luglio scorso, il Governo ha confermato il blocco delle retribuzioni per il 2014. Aggiungendo, non senza ipocrisia, che questo “consente di aprire da subito i tavoli per i rinnovi contrattuali” dimenticando che nemmeno ha individuato le aree di contrattazione, afferma il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise. Secondo i medici, “i dipendenti del Ssn hanno il contratto di lavoro bloccato dal 2009 e al risanamento del Paese stanno pagando un prezzo elevato in termini di riduzione dell’occupazione, peggioramento delle condizioni di lavoro, perdita del potere di acquisto delle retribuzioni. L’accanimento nei loro confronti conferma una ostilita’ ideologica, che credevamo finita, e la volonta’ di fare cassetta a spese di chi e’ impegnato a tutelare un bene come la salute dei cittadini. L’attacco a ruolo e status dei Dirigenti del SSN – prosegue la nota – mina alle fondamenta la sanita’ pubblica, che, definanziata ed impoverita dal punto di vista economico e professionale, appare destinata con sempre maggiore evidenza ad un ruolo povero per i poveri. Un effetto tsunami colpisce la sfera delle tutele, chiamando i cittadini a pagare tutto e a caro prezzo”. L’Anaao Assomed “si fara’ promotrice di un autunno di ulteriori iniziative di protesta, non esclusi nuovi scioperi, in difesa della dignita’ e del valore delle professioni del SSN, della esigibilita’ reale del diritto alla salute dei cittadini, del diritto costituzionale alla contrattazione”.

Il Cocer chiede al ministro della Difesa Mario Mauro aprire subito “un ‘tavolo negoziale di confronto’ con il Governo”. La proroga del blocco degli stipendi per il Consiglio centrale di rappresentanza e’ “la reiterazione di una grave ingiustizia nei confronti di tutto il personale con le stellette e delle famiglie nonche’ il definitivo ‘colpo di grazia’ all’intero comparto, dopo quelli gia’ inferti dai precedenti governi Berlusconi e Monti”. Il tavolo di confronto, spiega il Cocer, serve a ottenere “in ossequio alla indiscussa ‘specificita” del personale del comparto, un’esclusione dello stesso dal provvedimento di proroga perlomeno per gli aspetti connessi alle promozioni e agli istituti a esse riconducibili con particolare riferimento alle categorie meno abbienti”. E incalza: “Se su tale nostra richiesta non saranno fornite formali assicurazioni entro il mese di agosto, ci riserveremo porre in essere le forme di dissenso che riterremo necessarie – sempre nel rispetto della legge e della nostra militarita’ – compresa quelle di esprimere parere contrario ‘a prescindere’ ogni volta che saremo chiamati a fornirlo su provvedimenti di questo esecutivo”.

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