Scozia, Catalogna e le polemiche che coinvolgono la leghista Bizzotto

di CECILIA BORTOLAMI

«L’Italia non è né sarà mai un Popolo, ma un disordinato assemblaggio di culture forzatamente tenute assieme da un regime prima monarchico, poi fascista e oggi mafioso composto da una gerontocrazia oligarchica che tutto persegue tranne il bene del suo cittadino (…). Siamo convinti che il sistema Italia sia irriformabile, ma crediamo che anche la classe politica che ha generato questo “mostro” (Lega Nord compresa) lo sappia bene, come sa altrettanto bene che verrà spazzata via alle prossime consultazioni elettorali, salvo che s’inventi qualche altro “giochino”, uno dei tanti, da quando è nata la “Repubblica fondata sul lavoro”».  Siamo, crediamo: plurale maiestatis (noi per io)? No. Certo, la bocca, anzi, la penna (perché di lettera si tratta) è quella d’una sola persona, Ruggero Zigliotto per inciso, ma il sentire è comune. E, nello specifico, di Veneto Stato, partito indipendentista di cui il sopracitato è Segretario provinciale.

Zigliotto ha così replicato (con una lettera, appunto, inviata al Giornale di Vicenza) all’articolo,  apparso oggi stesso sul medesimo giornale, «Scozia e Catalogna. “Grazie, Bizzotto: l’Ue apre un varco”».

«All’interrogazione Bizzotto, il presidente della Commissione Ue ha semplicemente risposto che la cittadinanza europea si aggiunge alla cittadinanza nazionale di cui si gode in uno degli Stati membri: non c’è l’una senza l’altra. Ma – riferisce il suddetto articolo – Barroso ha anche scritto che “nel caso ipotetico di una secessione in uno Stato membro, si dovrà trovare e negoziare la soluzione ricorrendo all’ordinamento giuridico internazionale (che, per onor di cronaca, è norma superiore a quella in uso in ciascuno Stato nazionale)”. Ora, tralasciando i ringraziamenti  scozzesi e catalani per quest’illuminazione di – rivendicata – paternità leghista, ci concentriamo proprio su quest’ultima, in quanto essa costituisce precisamente il motivo della lettera di sdegno e denuncia redatta da Zigliotto. Il Segretario provinciale (sezione di Vicenza) di Veneto Stato, rivendica, difatti, per sé e per il suo partito un vero e sincero «tentativo di coagulo di tutte le aspirazioni venetiste», mentre accusa la Lega Nord, inscrivendola nel «regime partitocratico italiano», di aver finora perseguito «il nulla dal punto di vista indipendentista».

Nonostante «da oltre vent’anni occupino posizioni di rilievo nel parlamento romano e, almeno al nord, nelle istituzioni italiane più rappresentative», addita Zigliotto, i rappresentanti del Carroccio sono ancora ben distanti dal conseguimento dell’obiettivo contenuto nell’articolo che ne apre lo Statuto: «Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” – si legge all’articolo 1 dello Statuto costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana».

A nulla vale l’orgogliosa e sicura affermazione di Bizzotto: «In Veneto le spinte ci sono. L’obiettivo nostro c’è, e si apre uno spazio istituzionale per agire»; Veneto Stato crede ai fatti, non alle parole. Cioè, crede al Veneto, non all’Italia.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

L'inflazione schizza verso l'alto: +5,5% per Adusbef e Federconsumatori

Articolo successivo

New York fa la salutista e vieta anche le bibite extralarge