Lega, il rebus delle alleanze e l’insofferenza verso il Pdl

di GIORGIO CALABRESI

«La settimana prossima ci sarà la segreteria politica, ora mi sembra prematuro parlare di alleanze». Eppure Umberto Bossi ha avanzato dubbi su un futuro con il Pdl, «ma i comizi, si sa, sono contesti particolari, in cui si dicono cose…». Massimo Bitonci, presidente della Lega al Senato, getta acqua sul fuoco: «il nostro Movimento ha regole molto precise, le decisioni si prendono in determinate sedi, al di là delle dichiarazioni personali». Quel che è certo, per Bitonci, «è che questo governo sta cercando di vivacchiare senza prendere provvedimenti realmente utili per il Paese. Anche il decreto del Fare – accusa – non avrà riflessi sull’economia o la crisi». E la scadenza dei 18 mesi per le cosiddette riforme costituzionali «mi suona tanto di un sistema per tirare a campare. Di fatto  le riforme strutturali non sono arrivate, e l’ormai conclamata crisi Pd-Pdl mi rende scettico sulla possibilità di approdare a una riforma della legge elettorale». «Di certo noi abbiamo fatto opposizione dura a un governo che non ha mai avuto una linea politica chiara» e che, a detta del leghista, non è stato incisivo nelle azioni volte a fronteggiare la crisi. Quanto all’eventuale ritorno alle urne, «non abbiamo nulla da temere – assicura Bitonci – i sondaggi non ci allontanano da quello che è il nostro zoccolo duro di elettori».

Intanto, però, in Lombardia fanno discutere le dichiarazioni di alcuni esponenti maroniani contro il Pdl. «Se i giudizi sul Pdl e su alcuni dei suoi componenti (‘meglio i grillini dei ciellini del Pdl’) sono quelli descritti in queste ore da importanti dirigenti della Lega, piuttosto che chiedere a Letta di tornare alle urne, il Carroccio si prepari a chiudere l’esperienza in Lombardia e si candidi con il M5S a cominciare da qui». Così Alessandro Alfieri, capogruppo in Consiglio regionale e coordinatore regionale del Pd lombardo, alle dichiarazioni di alcuni esponenti leghisti, ultimo dei quali Gianni Fava, assessore leghista all’Agricoltura, a proposito della fine dell’alleanza con il Pdl e di un possibile nuovo asse Lega-Grillo. «Sarebbe interessante capire se Maroni la pensa allo stesso modo, visto che Fava viene considerato un suo fedelissimo», aggiunge Alfieri.

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7 Comments

  1. L’allega è di proprietà di silvio che li tiene per le palle, punto.
    Figuriamoci se Grillo che al prossimo giro rischia di fare il pieno si va a sputtanare alleandosi con i muppets ridotti al 2-3%

  2. Ogni volta la Lega fa questo giochino in vista delle elezioni, prende le distanze dal PDL, per cercare di dimostrare di essere qualcosa di diverso ed attirare dei voti. Poi passata la festa, gabbato lo santo, il giorno dopo le elezioni eccoli andare a braccetto e votare qualsiasi porcheria dimenticandosi dell’indipendenza.
    Ci crederò che la Lega è cambiata quando chiederà scusa al popolo padano e dichiarerà chiaro e tondo di voler perseguire l’indipendenza della Padania con qualunque mezzo, pacifico e non, e nel più breve tempo possibile, preferibilmente prima che gli italiani abbiano terminato il saccheggio.

  3. 10 agosto – Simone Furlan “se il Vietnam di Maroni è il ritorno al voto siamo pronti”
    “Maroni dovrebbe ricordare che lui, Cota e Zaia sono alla guida delle regioni più importanti del Nord solo grazie a Silvio Berlusconi ed ai suoi voti, l’ultimo dato elettorale infatti non consentirebbe alla Lega di vincere da sola nemmeno le comunali di Varese”. Simone Furlan, leader dell’Esercito di Silvio, rimanda al mittente le accuse in ordine alla proposta di legge sull’amnistia che l’Esercito di Silvio sta portando avanti dal basso come proposta di legge di iniziativa popolare. “Maroni” prosegue Furlan “dovrebbe aderire al comitato promotore della amnistia come atto di rispetto e riconoscenza dovuta a Silvio Berlusconi e come elemento fondante della necessaria riforma della giustizia. Il sistema carcerario e la giustizia penale italiana sono da Paese sotto sviluppato. Maroni oggi dispensa ricette come non fosse stato Ministro dell’Interno per quasi 4 anni negli ultimi 5. L’amnistia” Conclude Furlan “serve certamente alla pacificazione politica del Paese, serve a ridare giusta e meritata serenitá a Silvio Berlusconi e serve a dare il via alla riforma globale della giustizia, necessaria per gli italiani e per rilanciare l’impresa. Le minacce di Maroni fanno sorridere, senza l’agibilità politica di Berlusconi i primi a farne le spese saranno lui ed il suo movimento, una specie in via d’estinzione. Se il Vietnam vuol dire tornare subito al voto in Lombardia, Veneto e Piemonte, noi siamo pronti.”

    a voi ogni commento successivo

  4. E’ tardi per mollare il PDL. Per la Lega significherebbe l’interruzione per decesso immediato di un’agonia che avrà comunque esito infausto.

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