Primarie Pd: la vittoria di Bersani non è di buon auspicio per l’Italia

di GIUSEPPE SGUBBI SOLAROLO

Le primarie del Pd si sono concluse, si sa chi ha vinto, chi ha perso e  chi sarà per la sinistra il candidato a  primo ministro.  Essendo questa una iniziativa  portata avanti dal Pd, giustamente  questo partito può esserne fiero,  una iniziativa  che tutti  i partiti si apprestano a “copiare”. Il movimento di Grillo le ha già fatte, il PDL  le ha solo annunciate.

Le primarie del Pd, per qualcuno, sarebbero già  “materiale da archivio”. Non è così, se facciamo una attenta analisi ci renderemo conto che  per almeno un decennio, la politica, l’economia,  la democrazia italiana e tutti gli avvenimenti che ci riguarderanno, saranno condizionati dal risultato di queste primarie. Facciamo una breve rassegna  su ciò che è accaduto, su ciò che sta accadendo, su  ciò che potrà  accadere e su ciò che avrebbe potuto accadere, se le primarie avessero avuto un risultato diverso.

IL MOMENTO IN CUI SONO STATE INDETTE

Queste per il Pd, non sono state le prime primarie, ma a differenza delle altre,  sono state indette in un periodo particolare della vita italiana, grave crisi politica, grave crisi economica, grave crisi morale, conseguentemente non  sono state solo  un “affare interno” della  sinistra,  ma  hanno “interessato”  la quasi totalità degli elettori italiani. Pur essendo vero che a firmare sono andati  solo 3.500.000 persone, è anche vero che almeno altri 35 milioni sono stati direttamente o indirettamente coinvolti. Persone che non si sono mai interessati di politica,  spinti dalla crisi, spinti dalla necessità di capire  cosa dovranno aspettarsi dal futuro,  hanno seguito con grande interesse il dibattito  delle primarie con la speranza di  conoscere il “da farsi”.  Prossimamente, magari in occasione delle prossime elezioni politiche, sapremo cosa hanno appreso, di sicuro  non mancheranno sorprese.

SE AVESSE VINTO RENZI

L’apparato del Pd  si è mobilitato per far vincere Bersani, questo significa che tale apparato si è preso una grande responsabilità, sia nel bene che nel male. Visti da sinistra sono già accadute alcune cose non  particolarmente piacevoli: l’entrata in campo di Berlusconi  e la  conseguente  “crisi”  del governo Monti.   Se vinceva Renzi, sicuramente tutto  questo non sarebbe accaduto. Se Renzi vinceva le primarie,  molto probabilmente avrebbe, con largo margine, vinto pure  le prossime elezioni politiche,  ed avrebbe avuto  la possibilità  di  fare un governo  senza bisogno di inciuci,  che invece sarà costretto a fare Bersani.

Renzi era in grado di raccogliere  votanti da ogni parte,  da destra, dal centro,  ma in particolare dai  delusi dalla politica, (intenzionati a non votare, intenzionati a votare Grillo). Come è noto, numerosissime sono  persone  che hanno perso la fiducia su tutto, si tratta di persone che potrebbero commettere atti inconsulti, ebbene la presenza di Renzi  poteva dare a loro  qualche speranza. Purtroppo  Renzi non ha vinto, conseguentemente può accadere di tutto,  spiacevoli eventi potrebbero creare altri  eventi, che possono  mettere in discussione la stabilità democratica del nostro paese. Senza alcun dubbio il risultato delle primarie avrà ripercussioni anche a livello europeo. Per il Pd e purtroppo anche per  l’Italia, il risultato delle primarie è stato un “autogol”.

Con questo non si intende dire che tutto quello che di grave accadrà, debba essere necessariamente attribuito  all’apparato del Pd, ma vi sono buone ragioni per credere che se questi  non  avessero  strettamente  “consigliato” di firmare per Bersani, il risultato sarebbe stato diverso e diversi  i risultati.

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