Bernardelli: Quei 110 miliardi di residuo fiscale a ospedali e imprese!

di Benedetta Baiocchi – “Sentiamo solo lamentarsi sottovoce assessorati, ministri… per far fronte all’emergenza coronavirus. Misure speciali? Sì, una subito. Il residuo fiscale che il Nord, dal Piemonte alla Lombardia al Veneto chiedono sia restituito – commenta Roberto Bernardelli a lindipendenzanuova-. Invece assistiamo a blande misure che rinviano solo in zona rossa il pagamento dei mutui, delle bollette. Mi viene da ridere, per non piangere. Ma lo sanno che se non si lavora, ad aprile qui non c’è una lira?”.

Bernardelli, che iniziative chiede chi fa impresa come lei?

“Guardi, serve un piano Marshall! Innanzitutto un aiuto serio vuol dire essere sgravati da tutti gli oneri fiscali, contributivi fino a quando non è finita l’emergenza, e per chi lavora con l’estero vuol dire mesi e mesi… In Italia non viene più nessuno grazie ad una campagna mediatico-politica che ha allarmato l’opinione pubblica mondiale. Voli fermi, fiere chiuse, export anche di beni agroalimentari respinto! Una classe politica di inetti ci guida verso il baratro”.

Serve l’autonomia che il Nord invoca da sempre?

“Quella immediatamente, ma il problema sarà poi avere politici competenti, che sanno cosa significhi la mattina alzare la serranda e a fine mese pagare i dipendenti. Invece ci sono dilettanti, un governo il cui premier parla dalla sede protezione civile, dando un perenne senso di pericolo e stato di emergenza totale. Idee zero, tasse mille, e il populismo che fa danni. Io proporrei l’ineleggibilità per tutti i parlamentari che sono oggi in carica e per le giunte regionali che non sanno dove girarsi, tranne che parlare di topi cinesi, di mascherine farlocche”.

Giovedì lei ha organizzato una conferenza stampa al Cavalieri-The Square a Milano. Perché?

“Perché qui a parlare e avere vetrine in tv sono i politici. Che non hanno mai lavorato. Adesso parliamo noi, a chi governa e a quei direttori di testate della carta stampata e dei tg che hanno cavalcato l’emergenza con una approssimazione spaventosa, costruendo quel clima di panico e terrore che ci ha portati al crollo dei mercati, all’isolamento economico. Vede, dovevano andare ieri in tour nella zona rossa, negli ospedali. Non si è visto nessuno nel lodigiano, in Veneto… Poi si sono accorti che qualcuno di loro, in giunta, è positivo al coronavirus. Peccato, come avete scritto voi nel deserto della comunicazione, che avrebbero dovuto autodenunciarsi per essere andati in truppa sul luogo del disastro del Frecciarossa, in piena zona rossa, il 6 febbraio scorso. Adesso raccogliamo i frutti. Del male”.

 

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